giorgio levi

“Il Corriere della Sera usato per alzare lo spread, colpire l’Italia e il governo”. Spunta anche il complotto giudaico

Il senatore M5S Elio Lannutti

Poteva sembrare uno scazzo interno al giornale, invece è diventato un caso politico. La vicenda, raccontata qui, del corrispondente de Il Corriere della Sera da Bruxelles che scrisse ai colleghi accusando il direttore Fontana di avere pubblicato una notizia inesistente, e cioè che l’Italia,  nei giorni del confronto con l’Ue, sarebbe incorsa in procedura d’infrazione della stessa Ue. Il corrispondente Ivo Caizzi sosteneva di avere scritto esattamente il contrario.

C’è stato un po’ di casino interno al giornale, alle accuse del suo giornalista Fontana replicò pubblicamente: “Il Corriere ha raccontato con rispetto dei fatti sia le minacce di procedura che la trattativa, come dimostrano gli articoli pubblicati in apertura di pagina e dedicati all’iniziativa di dialogo di Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo”.

Fin qui, molto a grandi linee, la storia. Ora si è inserito il senatore del M5S Elio Lannutti che ha rilasciato una intervista ad Affari Italiani accisando il Corriere “di essere stato usato per alzare lo spread, colpire l’Italia e il governo”. Da chi non è chiaro. Tuttavia Lannutti, tra il lusco e il brusco, lascia intendere che il complotto possa essere originato dal solito Soros, amico, tra l’altro dice Lannutti, del vicedirettore del Corriere Federico Fubini. Insomma, il caro vecchio e intramontabile complotto giudaico.

Ad ogni buon conto Lannutti, per non lasciare nulla d’intentato e gettare un po’ di benzina sul fuoco, ha presentato un esposto-denuncia al procuratore capo di Milano Francesco Greco per “verificare l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato come l’aggiotaggio informativo”.

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Riporto di seguito l’intervista per intero di Lannutti ad Affari Italiani.

Senatore Lannutti, perché questo esposto?

“Perché ritengo che la procura debba approfondire quanto accaduto sul principale quotidiano e accertare eventuali fattispecie di reato”.

Da dove nasce il caso?

“Il caso nasce dal fatto che il primo novembre il vicedirettore ad personam Fubini dà per certo che la procedura di infrazione ai danni dell’Italia sia pronta”.

Non era così?

“Evidentemente no, visto che il 4 novembre il corrispondente da Bruxelles Ivo Caizzi rspiega che era in atto una fruttuosa trattativa tra l’Italia e l’Unione europea e in particolare con Mario Centeno, il presidente dell’Eurogruppo che guida l’organo che di fatto decide sulle eventuali procedure di infrazione ai danni degli Stati membri”.

Ma la notizia il Corriere della Sera dunque la dà…

“Sì, ma il risalto dato a quanto scritto da Fubini e quanto scritto da Caizzi è completamente diverso. Il 6 novembre Caizzi conferma la scelta dell’Eurogruppo di trovare un accordo con il governo italiano ma la notizia viene confinata in un trafiletto. Il giorno dopo Fubini torna a scrivere che non c’è alcun passo avanti nella trattativa tra Bruxelles e Roma, anzi avanza l’ipotesi che il negoziato non esiste proprio. Contestualmente, sempre con grande risalto, si rilancia la possibilità che il ministro dell’Economia Giovanni Tria sia pronto alle dimissioni.  Tutto ciò anche se lo stesso giorno sempre il Corriere riportava chiaramente l’esistenza di una trattativa confermata dai 28 ministri Ecofin. Ma, anche qui, lo spazio concesso all’una e all’altra notizia è enormemente diverso. E non è finita qui”.

Che cosa succede ancora?

“Il 20 novembre, alla vigilia del collocamento dei Btp Italia, Fubini scrive che “il governo starebbe generando stress finanziario per produrre recessione e nuove tensioni sul debito”.

Senatore, sta dunque dicendo che il Corriere ha usato due pesi e due misure trattando le notizie sulla trattativa tra Italia e Ue, favorendo la linea “pessimista” e contraria al governo?

“Sto dicendo che il Corriere della Sera è stato utilizzato come arma per alzare lo spread, colpire l’Italia e il governo. D’altronde lo ha detto lo stesso Caizzi, il quale spero possa continuare a scrivere e non venga punito da un giornale che ha avallato quelle che ritengo bufale atte a creare panico”.

Lei pensa davvero che il principale quotidiano abbia aiutato più o meno consapevolmente qualcuno che voleva danneggiare l’Italia? Non ha invece solamente esercitato il proprio diritto di cronaca?

“Di certo non è la prima volta che viene dato ampio spazio ad articoli allarmistici contro l’Italia e contro questo governo. Basti vedere quanto scritto e detto già dopo le elezioni del 4 marzo. Sembra proprio che qualcuno, nel Corriere, appoggi la linea del commissarrio Oettinger, che affermò che i mercati avrebbero insegnato agli italiani come votare.  In tutto questo non possono sfuggire i legami di Fubini con George Soros”.

Ritiene ci fosse un disegno preciso per colpire l’Italia?

“La Grecia ha subito anni fa un colpo di Stato. Hannto tentato di farci fare la fine della Grecia. Hanno provato a instaurare anche da noi la dittatura della troika. La cleptocrazia dei mercati e dello spread ha cercato di renderci schiavi. Mi auguro che alle elezioni europee i popoli europei rialzino la testa e non si fidino del finto pentito Juncker, che ora dopo anni di lacrime e sangue riconosce che i programmi della troika non sono compatibili con la democrazia”.

Nell’esposto alla procura che cosa chiede?

“Chiedo di verificare l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato come l’aggiotaggio informativo”.

In questo scenario quanto pesa e ha pesato l’assenza della nomina del nuovo presidente della Consob?

“Ha certamente contribuito. Abbiamo un candidato, Minenna, che è un grande professionista con esperienza internazionale. Il presidente vicari Genovese è ancora legata a Renzi e al cosiddetto giglio magico. Bisogna urgentemente arrivare alla nomina di Minenna. Anche perché una Consob decapitata non fa gli interessi di questo Paese. La Consob deve avere una funzione piena e legittimata, anche perché con le banche in difficoltà e i soldi di italiani e contribuenti che rischiano di andare in fumo bisogna essere in grado di vigilare e intervenire in modo forte”.

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Affari Italiani