Volevo essere Jim Gannon, però

golf 31Sono un ex giornalista de La Stampa, e prima ancora della Mondadori, di Retequattro, del gruppo La Repubblica-Finegil e di altri 12 giornali, tra i quali Topolino, del quale vado molto fiero.  Eletto dal Consiglio di amministrazione oggi sono il presidente del Centro studi sul giornalismo Gino Pestelli, il più importante istituto di ricerca in materia che esiste in Italia.

Ho fatto il giornalista perché da bambino, una sera che i miei genitori erano usciti, ho visto “Dieci in amore”, il film con Clark Gable e Doris Day.

Su questo e su tutti i miei anni di giornalismo ho scritto “Volevo essere Jim Gannon“. M’incanto a guardare il cielo, adoro fumare il mio Toscano, contare le nuvole che passano, abbracciare un pino, annusare l’aria in primavera.

Gioco a golf e amo questo sport, quasi quanto lo sci, che è stato così importante per me. Con ferri e drive sono un vero amateur (diciamo una discreta schiappa), ma il fascino di questo sport non è solo nel gesto atletico (alla mia età non posso diventare Bubba Watson) è nelle sensazioni, nel silenzio, nella concentrazione, il golf è davvero il mio stato di beatitudine. Me ne sto lì a sentire il profumo del fairway con l’erba appena tagliata, ascolto l’acqua che corre per i torrenti, seguo il volo degli uccelli. E qualche volta lo swing c’è, eccome se c’è, e mi sorprendo a vedere quella pallina che vola veloce, composta e diritta verso la bandiera. Se nasco un’altra volta a dodici anni m’infilo le scarpe con i tacchetti e divento un fuoriclasse. Per quello che ho visto in giro credo che i campi irlandesi e scozzesi, con i loro green a picco e sull’Oceano, tagliati dal mare, sferzati dal vento, siano davvero i migliori del mondo.

Da quando La Stampa mi ha mandato in pensionamento anticipato e dopo l’esperienza nell’esecutivo del sindacato Stampa Subalpina (negli anni Ottanta sono stato membro del cdr della Mondadori e della commissione contratto dell’Associazione Lombarda dei giornalisti), sono stato eletto nel 2013 consigliere e tesoriere dell’Ordine regionale dei giornalisti del Piemonte. Sono stato membro del Comitato Tecnico Scientifico del master di giornalismo dell’Università di Torino, dove ho insegnato per tre anni.

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