giorgio levi

I revisori di bilancio del Fatto Quotidiano mettono i puntini sulle “i”. La polemica di Carlo Calenda: “Ci sono enormi anomalie”

Carlo Calenda è andato giù pesante. Su X ha postato: “Questi sono i numeri disastrosi dell’editore del Fatto Quotidiano. Ci sono molte anomalie. Debiti con i fornitori, il fisco e le banche che esplodono e redditività che crolla. Ci sono enormi anomalie, un’azienda normale sarebbe senza cassa e le banche non avrebbero dato linee di credito. Fare cassa a questo livello sui fornitori vuol dire non pagarli o avere fornitori molto compiacenti. Credo sia opportuno che il paladino della trasparenza (e della Russia) Marco Travaglio ci dia qualche spiegazione”. Calenda allega anche una pagina del bilancio, che potete leggere per intero in.pdf al fondo di questo post.

Al centro della discussione torna ancora il bilancio del Fatto Quotidiano, come già era accaduto qui nel maggio del 2024 a proposito dei conti del 2023. Ora i puntini sulle “i” li mettono i revisori dei conti del quotidiano. Nella sua relazione Matteo Ferrucci, socio di Kpmg (la società incaricata della verifica di bilancio) sottolinea una incertezza significativa relativa alla continuità aziendale. Ferrucci ha firmato il bilancio, ma ha rimarcato una rilevante criticità per il futuro del gruppo Seif, Società Editoriale Il Fatto Spa, amministratrice delegata Cinzia Monteverdi. La relazione interamente si può leggere in .pdf al fondo di questa pagina.

Il bilancio consolidato si è chiuso in perdita per 2,6 milioni e con un patrimonio netto negativo per 6,4 milioni. Al 31 dicembre l’indebitamento finanziario corrente era di 3,15 milioni con un capitale circolante netto negativo per 8,97 milioni.

Tuttavia, gli amministratori hanno effettuato la propria valutazione circa la sussistenza del requisito di continuità aziendale avendo riguardo all’orizzonte temporale di almeno 12 mesi successivi alla data di riferimento del bilancio consolidato. Al contempo hanno redatto un Piano di liquidità (si può leggere per punti nella relazione) che prevede il ripagamento di debiti in scadenza nel 2026 per 3,5 milioni e l’ottenimento di nuovi finanziamenti per 2,755 milioni.

Che cosa faranno le banche si vedrà, va detto che la principale finanziatrice della società (come si legge nel rendiconto) è Unicredit. Quote minori arrivano invece da Intesa Sanpaolo.

Saranno soddisfatti i revisori? Tra qualche mese ne sapremo di più.

Credits

Relazione in .pdf della società di revisione al bilancio di esercizio e al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

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