giorgio levi

L’impero di Anna Wintour. Nel giorno dello sciopero dei giornalisti l’editore Condé Nast annuncia la fine delle pubblicazioni di Wired Italia e di altri magazine

Roger Lynch, ceo di Condé Nast

L’editore Condé Nast annuncia la chiusura del magazine Wired Italia. Lo ha comunicato qui con una nota sul proprio sito il ceo di Condé Nast, Roger Lynch, esattamente nel giorno dello sciopero dei giornalisti italiani che reclamano un contratto di lavoro fermo da 10 anni e migliori condizioni economiche per i freelance.

Lynch ha spiegato che l’attività della casa editrice nel complesso è solida e sta andando bene, con una crescita del fatturato nel 2025 e il quarto anno consecutivo di crescita della redditività. Per mantenere questi risultati, però “dobbiamo rimanere disciplinati nella gestione del nostro tempo e delle nostre risorse”.

La decisione riguarda alcune edizioni internazionali di Glamour, Self entrambe non più presenti in Italia. Ha specificato il ceo: “Complessivamente, Wired in Italia, Self e i mercati interessati di Glamour rappresentano poco più dell’1% del fatturato complessivo. Inoltre, queste testate rimangono non redditizie e continuare a gestirle nella loro forma attuale limita la nostra capacità di investire nelle idee e nelle aree che guideranno la crescita futura”.

Per Wired Italia, che attualmente su carta è un trimestrale, si sta pianificando una transizione verso la pubblicazione solamente digitale. “Sebbene Wired rimanga un marchio globale forte, l’edizione italiana non ha tenuto il passo con la crescita negli altri nostri mercati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Medio Oriente, Giappone e Messico”. Wired Consulting e gli eventi live continueranno in tutta Europa, gestiti principalmente dal team Wired nel Regno Unito.

Per Glamour, Condé Nast concentrerà gli sforzi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, mentre cesseranno le pubblicazioni in Germania, Spagna e Messico. Glamour continuerà a essere pubblicato su licenza in Brasile, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Sudafrica e, a breve, in Australia. Nessuna presenza, invece, per Self. In futuro, i contenuti relativi a salute e benessere saranno integrati negli altri marchi, tra cui Allure e Glamour.

Il saluto finale di Lynch: “Siamo grati per la cura, la creatività e l’impegno che hanno plasmato questo lavoro nel tempo”.

Chi è Roger Lynch. Lynch è stato nominato ceo di Condé Nast nell’aprile 2019. Prima di questo, Lynch è stato presidente e delegato di Pandora, servizio di streaming musicale degli Stati Uniti. E’ stato anche ceo di Sling Tv. In Europa ha svolto le funzioni di presidente e ad di Video Networks International, e di Chello Broadband. Lynch fa parte del cda di Condé Nast, Mattel, Inc. E’ membro del consiglio alla Tuck School del Dartmouth College e del Dornsife College of Letters, Arts and Sciences della University of Southern California.

Chi è Anna Wintour, direttrice artistica di Condé Nast. Anna Wintour, autentica leggenda del giornalismo patinato americano, è direttrice di Vogue dal luglio 1988 ed è stata nominata direttrice artistica di Condé Nast nel marzo 2013. E nel 2019 consulente globale per i contenuti di Condé Nast.

Durante il suo incarico presso Condé Nast, Wintour ha lavorato molto sul fronte della filantropia, in particolare per il Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute, per il quale ha raccolto più di 400 milioni di dollari. Ed è anche consigliera del comitato del New York Presbyterian Youth Anxiety Center, che che si occupa di seguire persone con disturbi d’ansia in una età compresa tra 16 e 28 anni.

Nel 2017 Wintour stata è nominata Dame Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II. Nel 2011 è stata insignita della Legion d’Onore dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Nell’ottobre 2009, il presidente Obama ha nominato Wintour come membro del Comitato per le Arti e le Scienze umane. È stata insignita della Medaglia Presidenziale della Libertà dal presidente Biden nel gennaio 2025 e del titolo di Compagno d’Onore da Sua Maestà Re Carlo III nel febbraio 2025.

Ha ricevuto numerosi premi alla carriera e per avere contribuito a finanziare la Fondazione americana per la ricerca sull’Aids.

Credits

Il comunicato di Condé Nast

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