giorgio levi

Minacce con svastiche a Mentana. Indignati Conte e Di Maio. Ma come sarebbe a dire? Prima le liste di proscrizione e poi lo stupore per il clima di violenza?

C’è davvero qualcosa di marcio nel sistema politico. Enrico Mentana e i giornalisti de La7 hanno ricevuto una lettera di minacce con svastiche di contorno. Quello che è accaduto si può leggere qui .

Naturalmente coro generale di solidarietà e preoccupazione. Hanno voluto dire le loro anche Conte (il premier) e Di Maio, il vicepremier.

Conte: “Le intimidazioni rivolte al direttore Mentana sono un atto vile e inqualificabile. Le minacce a chi esercita la professione di giornalista sono inaccettabili in sé ma anche perché costituiscono un grave attentato alla libertà di stampa. Sono molto preoccupato perché questo episodio segue di pochi giorni un altro fatto gravissimo, un’aggressione fisica di cui sono stati vittime il giornalista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti dell’Espresso”.

Di Maio: “Un gesto vile che va stigmatizzato nella maniera più assoluta”.

Ottimo ragazzi, così vi voto. Tuttavia, c’è un dettaglio che impedisce di mettere insieme le tessere. Conte e Di Maio rappresentano il M5S, ovvero il partito politico che più di tutti, con toni sprezzanti e anche violenti, ha accusato i giornalisti di essere una casta, il male della società, i veri nemici del cosiddetto popolo. Grillo e Di Battista sono arrivati alle liste di proscrizione con nomi e cognomi di giornalisti nel mirino.

E adesso l’indignazione ipocrita? Se ci sono dei pazzi in circolazione, e ce ne sono parecchi, sarebbe opportuno non eccitarli troppo. Poi non li fermi più. E a questi se ne aggiungeranno altri.