
Da Italia Oggi.
La vendita de La Stampa avrà il suo capitolo finale al più tardi il prossimo 31 maggio. Entro questa data, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, l’ex gruppo Gedi-Repubblica e la Sae di Alberto Leonardis s’impegnano a finalizzare la cessione sia della testata piemontese con annessi inserti e complementi sia delle pubblicazioni connesse (da Specchio alla Zampa), includendo anche le attività di stampa, quelle digitali, di staff e la raccolta pubblicitaria locale che fa capo alla concessionaria Manzoni. Martedì scorso, intanto, è stato perfezionato l’accordo preliminare firmato all’inizio dello scorso marzo mentre era già stato costituito da Sae il veicolo ad hoc per il completamento dell’operazione: si chiama Stampa Sae (e non Sae Piemonte come inizialmente ipotizzato).
Secondo questa tempistica operativa, si preparano al trasloco editoriale 183 giornalisti del quotidiano oggi diretto da Andrea Malaguti, di cui quattro redattori con contratto a tempo determinato. Stessa procedura è stata avviata per il personale poligrafico, grafico e dirigenziale, comprendendo complessivamente 85 dipendenti nelle sedi di via Ernesto Lugaro 15 e di via Giordano Bruno 84. Per i giornalisti, tuttavia, la prospettiva definita è quella di un piano di uscite programmate attraverso la formula dei prepensionamenti suddivisi in due tornate: 30 prepensionamenti nel 2026-2027 e altri 30 nel 2028-2029 (in tutto 60). Per il personale poligrafico e grafico si vedrà, anche considerando la necessaria turnazione da assicurare alla gestione quotidiana delle rotative.
Al momento, comunque, la cessione del giornale con una diffusione pagata totale di 57,6 mila copie (dati Ads dello scorso febbraio) ha preso ad accelerare dopo che è stata definita, almeno per il momento, la compagine azionaria della nuova proprietà. Come anticipato da ItaliaOggi del 24/4/2026, l’editrice Sapere aude editori-Sae manterrà il controllo al 51% circa, affiancata dalla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann (tramite un veicolo di nuova costituzione) che resta così nel capitale del quotidiano piemontese e avrà una quota intorno al 20-22%. Le confindustrie locali sia di Torino sia di altre città come Asti e Cuneo (da definire Novara) avranno complessivamente in portafoglio un altro 20% circa o poco meno. Mentre la Fondazione di origine bancaria di Modena entrerà con una partecipazione intorno al 5%.
Resta da capire quale sarà, da un punto di vista operativo, il veicolo con cui gli Agnelli-Elkann acquisiranno la quota del 20-22%. Ipotesi non confermate di mercato guardano alla Fondazione Agnelli che, però, si occupa principalmente di scuola, così come la Fondazione Specchio dei Tempi è in campo più sul contrasto al disagio sociale e, giusto per completare l’intero quadro degli enti non-profit degli ex editori numero 1 in Italia, ci sono pure la Pinacoteca Agnelli e la Fondazione per la ricerca sul cancro di Candiolo. Ebbene, pur a fronte di questo ricco panorama di enti, la famiglia sembra più orientata a creare una nuova società che sarà interamente ed esclusivamente dedicata alla partecipazione nella nuova Stampa, di cui gli Agnelli-Elkann non entreranno più nel merito della gestione redazionale, volendo investire più per mantenere un legame col territorio.
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