giorgio levi

“Bastardi islamici” non è un’offesa, Belpietro questa volta la sfanga

Leggo dall’Ansa.

Maurizio Belpietro, ora direttore de La Verità, è stato assolto dall’accusa di “offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone”, aggravate dalla finalità di odio razziale, per il titolo Bastardi islamici che comparve su Libero, quotidiano all’epoca da lui diretto, il 13 novembre 2015 dopo la strage di Parigi. Lo ha deciso il Tribunale di Milano.

Belpietro è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. “Quando abbiamo fatto quel titolo Bastardi islamici per noi era scontato che ci si riferisse ai terroristi, perché islamici era aggettivo relazionale del sostantivo bastardi e serviva a definire la matrice islamica degli attentati e non ho scritto, infatti, bastardi musulmani“. Così il direttore Belpietro, difeso dal legale Valentina Ramella, aveva spiegato il titolo nell’esame in aula. “La lingua italiana è chiara, aveva chiarito Belpietro davanti al giudice Anna Calabi, basta andare su Google e digitare islamico e si può leggere aggettivo“. Il titolo scatenò polemiche strumentali, aveva aggiunto, perché si cerca di far sparire il fatto che c’è qualcuno che ammazza in nome dell’Islam”.

Per il pm di Milano Piero Basilone, che aveva chiesto la condanna a una multa da 8.300 euro, il titolo Bastardi islamici è un insulto generalizzato a un miliardo e mezzo di fedeli islamici, molti dei quali vittime di attentati terroristici”. Secondo il pm, Belpietro doveva essere condannato per “offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone”, aggravate dalla finalità di odio razziale, in quanto era “perfettamente consapevole di offendere” con una “espressione che ha generato grande frustrazione nella comunità musulmana”. Il Caim, Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Monza, che si era costituito parte civile ed era stato ammesso dal giudice, aveva chiesto un risarcimento di 350 mila euro e una provvisionale da 100mila euro. Il processo era scaturito dalle querele depositate in Procura da una decina di musulmani.

Credits

Ansa

Belpietro rinviato a giudizio 1 marzo 2017

Belpietro sipega ai giudici le ragioni del titolo 7 novembre 2017