Un giornalista di Lettera43, e membro del Cdr, è stato licenziato per giusta causa, perché, secondo l’azienda, avrebbe copiato frammenti di altri articoli trovati sul web. Dura la reazione della redazione che pubblica questo comunicato. “Il 22 gennaio 2019 la società editoriale News 3.0 ha consegnato la lettera di licenziamento “per giusta causa” a un … Continua a leggere
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Addio Palazzo dei giornali. A Milano cala il sipario su un simbolo della città
Piazza Cavour, Palazzo dei giornali, un simbolo di Milano. Se ne sono andati tutti, o quasi. Cala il sipario su un’epoca leggendaria di Milano. Tra nostalgia e ricordi, l’epopea della carta milanese, e non solo, in questo pezzo di Stefano Giani su Il Giornale. E’ tutto da leggere. Continua a leggere
Via gli inserzionisti da Libero. Anche Menarini, dopo Ristora, toglie la pubblicità dal quotidiano di Feltri
E’ una fuga. Dopo la pubblicazione dell’orrido titolo sui gay anche la multinazionale del farmaco Menarini ha dichiarato, in una mail spedita all’europarlamentare Daniele Viotti, l’intenzione di dissociarsi da Libero. Menarini scrive: “Gentile onorevole Viotti la ringraziamo per la sua email e per la segnalazione in merito al titolo apparso ieri sul quotidiano Libero. Anche … Continua a leggere
Edicolanti in piazza: “Fieg indifferente alla crisi che ci ha investito”
Edicole che chiudono e non riaprono. Chi resta lamenta percentuali di remunerazione ferme a 15 anni fa. E la Fieg rifiuta il confronto. Dice il sindacato Sinagi Cgil: “In questi anni hanno chiuso in migliaia, le vendite si sono dimezzate. Gli editori vogliono affamare la rete di vendita”. Così, gli edicolanti protesteranno lunedi 28 gennaio … Continua a leggere
Feltri imita Crozza: “Un titolo così era fattuale. Danno soldi a cani e porci. E siamo noi a uccidere la democrazia”
Spero sempre che Libero non esca tutti i giorni con qualche titolo del cazzo. Per almeno un paio di ragioni. A parte la questione morale che è evidente, la prima ragione è che il giornale di Feltri eccita tantissimo i puristi dei social. Cioè quelli che sono pronti a scagliare i loro anatemi stando comodamente … Continua a leggere
La Presse: “Noi non abbiamo paura”
Riferendosi all’episodio raccontato ieri qui il direttore dell’agenzia La Presse ha scritto oggi sul sito: “Non è il caso di drammatizzare perché non ci sono drammi. Semmai è il caso di chiarire. Pochi concetti per mettere in evidenza un caposaldo fondamentale della storia di La Presse e per spedire un messaggio a chi ha provato … Continua a leggere
Francesco Storace è stato nominato nuovo direttore del Secolo d’Italia
Mai arrendersi. Il vecchio e immarcescibile ex deputato, ex governatore del Lazio, ex presidente della Commissione di vigilanza Rai, una lunga e inattaccabile fedeltà alla destra, dal Movimento Sociale ad An a Fratelli d’Italia, ecco tutto questo spipazzone per dire che Francesco Storace è stato nominato, dalla Fondazione An, nuovo direttore de Il Secolo d’Italia, … Continua a leggere
Intercettate buste con proiettili destinate ad Ansa e La Presse
Si tratta di 4 buste con 5 proiettili, indirizzate all’ex senatore torinese del Pd, Stefano Esposito, al prefetto di Torino, Claudio Palomba, e alle agenzie di stampa La Presse e Ansa. Sono state intercettate al centro per smistamento delle Poste di Torino, in via Reiss Romoli. Il materiale è stato sequestrato. Per ora non si conosce … Continua a leggere
“Ma il premier Conte è il difensore del popolo o l’avvocato dei cazzetti suoi?”
C’è un po’ di polemica sui toni usati dall’inviato delle Iene Antonino Monteleone nell’intervista al premier Giuseppe Conte. L’uomo delle Iene, secondo lo stile della trasmissione, ha atteso al varco Conte per approfondire la questione del concorso per la sua abilitazione a professore ordinario. La storia dell’abilitazione è tutta qui e qui sul sito delle … Continua a leggere
“Il Manifesto e L’Avvenire? Devono continuare ad esistere. Ma un giornale lo compro, non lo pago con le tasse. Dallo Stato non avranno più un soldo”
Il vicepremier Di Maio torna ad uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti. L’abolizione dei contributi pubblici ai giornali. Ha di nuovo detto: “Il Foglio, Il Manifesto, L’Avvenire, tutti questi personaggi qui per me devono vendere, devono esistere. Ma non avranno più i nostri soldi perché io un giornale lo compro, non lo pago con … Continua a leggere