giorgio levi

“Oggi” l’esordio di Carlo Verdelli: “Avremo più risorse, sia per il cartaceo, sia per il vasto universo digitale”

Mi fa effetto sfogliare Oggi. Erano tanti anni che non mi capitava. Era uno di quei settimanali che popolavano le nostre case negli Sessanta e Settanta. Quando si leggeva tanto, anche di storie leggere, di vicende legate a personaggi del cinema e della televisione, di cronaca, di curiosità e persino di politica. Oggi (Rizzoli) e Gente (Rusconi) erano i due settimanali per le famiglie italiane grandi rivali. Come, con altro pubblico di lettori, lo erano Panorama e L’Espresso, che un giorno scoprirono che l’impegno politico delle loro pagine non pagava abbastanza e cominciarono a pubblicare foto di donne nude in copertina. Altri tempi.

Un mondo editoriale variegato, dove tutti si davano botte da orbi in edicola a colpi di vendite da capogiro. Ognuno di loro vantava dalle 500 alle 700 mila copie la settimana, con ricavi pubblicitari che oggi potrebbero sostenere l’intero parco editori d’Italia. La gente leggeva, leggeva moltissimo. Tutti, anche persone di bassa scolarizzazione. Quello che importava era informarsi, conoscere, sapere. E ognuno di noi lettori aveva la massima fiducia nella credibilità dei giornalisti che componevano quelle redazioni. Quando gli editori capiranno che devono investire moltissimo per recuperare il terreno perduto, sarà anche più remunerativo, in termini economici di bilancio, di quelle 500 mila copie alla settimana di mezzo secolo fa.

L’esatto opposto di quello che accade oggi. Le grandi rivoluzioni tecnologiche, nel campo della comunicazione, hanno azzerato cinquant’anni di storia del giornalismo. Molti rimpiangono ancora quegli anni. Ma è una cosa da vecchi nostalgici, si rimpiange l’età che si aveva, non come si lavorava nelle redazioni. Avrei elenchi lunghissimi per dimostrare che il lavoro di oggi è molto più eccitante di quello di ieri.

D’altra parte ogni epoca nell’informazione ha il suo tempo. Che non è quello trascorso, ma quello che stiamo vivendo, e se non siamo troppi stupidi sarà anche la base per costruire i giornali degli anni che verranno. Di carta oppure oline, o di chissà che cosa, il mezzo di diffusione non farà differenza per i lettori. Quello che conta sarà ancora, e sempre, la credibilità che i giornali e i loro giornalisti sapranno conquistarsi. Anche tra cinquant’anni.

Ed è un po’ quello che Carlo Verdelli spiega ai suoi lettori nell’editoriale d’esordio alla guida di Oggi. Scrive il direttore: “Sarà il giornale di tutti gli italiani, indipendentemente dal passaporto, dallo stato di famiglia, dall’appartenenza a questo o a quello schieramento politico. Il filo che terrà unito il discorso sarà la voglia di fare del buon giornalismo attraverso le storie di persone e personaggi offrendovi un panorama completo e originale della settimana”.

E siccome i giornali non si fanno solo con le parole, Verdelli deve avere avuto ampie rassicurazioni sugli investimenti di Cairo, il suo editore: “Da questo numero il vostro settimanale avrà a disposizione più risorse, sia per la versione cartacea, sia per il vasto universo digitale (sito e social), in un momento crudo, difficile, dove investire sulla carta stampata sta diventando una eccezione”. E’ tutto ben chiaro, Cairo?

Verdelli introduce anche due novità importanti. L’apertura del giornale riservata a Ferruccio De Bortoli con la rubrica Menabò. E l’ultima pagina, la più prestigiosa del settimanale, a Liliana Segre, che eredita La Stanza, la storica rubrica che fu di Indro Montanelli.

Auguri e buon lavoro.

Chi è Carlo Verdelli

Che merde sono a minacciare Verdelli

Il saluto di Verdelli ai lettori de La Repubblica

Carlo Verdelli nuovo direttore de La Repubblica

Carlo Verdelli lascia la direzione de La Repubblica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...