giorgio levi

Gedi alza i prezzi dei quotidiani nazionali. Stampa e Repubblica a 1 euro e 70 centesimi in edicola: costretti dai costi dell’energia e della carta. Ma non avremo conseguenze sulle vendite dei giornali. Ah, no?

Negli anni Ottanta gli editori piangevano miseria (più del solito) quando dovevano trattare con i giornalisti i contratti integrativi. Questione ora risolta perchè i contratti integrativi non sono più da anni in agenda. Come, per altro, il contratto nazionale di lavoro.

Dicevo, lamentavano casse vuote, con quel lagnoso gesto delle braccia allargate. Come a dire: ci chiedete più quattrini, ma noi non possiamo darveli, metteremmo a rischio l’azienda. Ricordo benissimo una discussione con il capo del personale della Mondadori, persona degnissima e per bene, ma afflitta da vittimismo cronico aziendale. Credo fosse il 1989. In discussione un integrativo, dai contenuti del tutto soddisfacenti, almeno per noi che rappresentavamo circa 500 giornalisti. Il capo del personale allarga le famose braccia e dice: “non possiamo trattare su queste cifre. Il costo dell’energia vola altissimo. Il costo della carta è alle stelle”. Ok, ci sta. Le provate tutte, penso. E chiedo: come mai la carta ha prezzi stratosferici? Lui mi guarda e dice: ha presente la deforestazione dell’Amazzonia?

Sono trascorsi 30 anni. E gli editori, tutti ovviamente, non solo Gedi, tornano sempre al costo dell’energia e della carta. Perché non basta prepensionare centinaia di giornalisti, tagliare gli inviati, i tipografi, i correttori di bozze, le spese per le redazioni, le mazzette dei giornali, sfruttare alla fame i collaboratori, assumere il meno possibile (e contribuire così a mandare dal culo l’Inpgi). No, non basta più.

Il gruppo Gedi ha alzato il prezzo di Stampa e Repubblica, i due quotidiani nazionali. Una decisione, come ha scritto in un comunicato l’editore, che è: “figlia del macroscopico aumento dei costi dell’energia e della carta, entrambi fattori essenziali della produzione e distribuzione di un quotidiano”.

Eccola, è tornata la foresta dell’Amazzonia, in versione nuovo millennio. Ma perché non dire la verità? Il crollo delle vendite in edicola e il mancato boom delle edizioni online, i cui ricavi non compensano le perdite con la carta, ci costringono ad aumentare la copia cartacea. Lo capirebbe anche un bambino e sarebbe persino una presa di posizione onesta. E la dico grossa. Il costo della carta e dell’energia avranno certamente un peso sulla produzione, ma aggiunti alle verità inconfessabili sui ricavi reali sarà più comprensibile ai lettori, che si tengono sempre più lontani dall’acquistare un giornale o pagarne uno per leggerlo su internet.

La Stampa costerà 1,70 cent in edicola da lunedì al venerdì. Il sabato e la domenica con Tuttolibri e Specchio 2 euro. La Repubblica da lunedì al giovedì 1,70 cent. Il venerdì con il magazine 2,50 cent. Il sabato con D e Robinson e la domenica con l’Espresso 3 euro.

Infine, la battuta di Gedi, riportata qui da Professione Reporter: l’aumento del prezzo dei giornali non avrà ripercussioni sulle vendite.

Ah, no?

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