giorgio levi

Chi è Carlo Verdelli, nuovo direttore di Repubblica. Dal calcio giocato al vertice dei grandi quotidiani

Un giovane Carlo Verdelli, direttore di Vanity Fair

Con Carlo Verdelli, 62 anni, milanese, nuovo direttore di Repubblica, ho giocato una volta a pallone nella squadra dei giornalisti della Mondadori. Doveva essere il 1986. Lui aveva un buon tocco di palla, io ero lo scarpone di sempre. Io avevo preso il suo posto nel Cdr di Segrate, ma lui stava per diventare vicedirettore di Epoca. Io invece, per ragioni sindacali, ero fortemente mobbizzato dal direttore di Grazia. Da lì si capiva chi sarebbe diventato direttore di Repubblica.

Carriera e scalata ai vertici dell’editoria importante quella di Verdelli. E’ in Mondadori, come detto, negli anni Ottanta a Epoca, dopo un primo passaggio nelle pagine di Repubblica milanese, guidate da quella leggenda del giornalismo che è stato Giampiero Dell’Acqua.

Poi diventa vice di Paolo Mieli (che lo aveva voluto alla direzione di Sette) e di Ferruccio De Bortoli al Corriere della Sera.

Nei primi anni Duemila lascia il gruppo Rcs in concomitanza con la nomina di Stefano Folli e passa alla direzione di Vanity Fair per poi tornare in Rcs alla guida de La Gazzetta dello Sport dal 2006 al 2010. Collabora con Repubblica diretta da Ezio Mauro. Negli stessi giorni della nomina di Calabresi a La Repubblica, Verdelli approda nella  Rai di Campo Dall’Orto per elaborare un Piano di riforma dell’informazione, naufragato due anni più tardi con la bocciatura del Cda, non erano piaciuti, in particolare, l’accorpamento di RaiNews e TgR e lo spostamento della redazione del Tg2 a Milano.

Nel 2015 è nominato dal Presidente Mattarella, ufficiale al merito della Repubblica Italiana.