giorgio levi

Xavier Niel (Iliad) rafforza la sua partecipazione in Le Monde e blinda il quotidiano francese. Torna a guardare all’ Italia? L’amicizia con John Elkann

Xavier Niel (foto wikipedia)

Xavier Niel, 54 anni, numero uno della compagnia francese di tlc Iliad, ha rafforzato la sua posizione di azionista nel quotidiano Le Monde, e come scrive La Repubblica ha così blindato “il controllo del gruppo editoriale contro eventuali incursioni esterne. Il miliardario francese ha rilevato quasi tutta la quota che apparteneva al banchiere d’affari Mathieu Pigasse nella società Le Nouveau Monde (Lnm) azionista di riferimento nella holding Le Monde Libre (Lml) che controlla il gruppo editoriale. Nel dettaglio la partecipazione di Pigasse nella Lnm scende dal 51% al 2%, mentre Niel ottiene il 49%, la stessa quota detenuta dall’uomo d’affari ceco Daniel Kretinsky. Nel 2018 la redazione dello storico quotidiano si era preoccupata che l’ex banchiere di Lazard, che con Niel e Pierre Bergé ha comprato dieci anni fa Le Monde, potesse cedere tutto al magnate ceco. Pigasse si era fermato, e ha invece rafforzato i legami con Niel in altre operazioni come il lancio della società di produzione tv Mediawan”.

Il controllo di Niel su Le Monde si aggiunge così a quello su Nouvel Observatuer e quello del gennaio 2020 (anticipato qui da questo blog) con l’acquisizione di Nice Matin, Var Matin e Monaco Matin. Nel 2018 sembrava che Niel fosse ad un passo da Gedi (allora gruppo De Benedetti con Elkann socio di minoranza) con l’operazione Cleopatra, raccontata qui e svelata da Dagospia: “Con la segretissima operazione,  denominata in gergo Cleopatra, avrebbe il placet sia dei fratelli De Benedetti (con la fusione Stampa-Repubblica il titolo Gedi ha perso pù del 40%) sia del secondo azionista di Gedi John Elkann, grande amico di Niel, che soffre di aver fallito l’unica operazione che ha fatto senza Marchionne”.

Un progetto ambiziosissimo che avrebbe dovuto portare Cleopatra a diventare il più grande gruppo editoriale europeo, comprendendo anche una società spagnola e una svizzera. E  grazie al quale Elkann (azionista di maggioranza dell’Economist, attraverso Exor) avrebbe potuto rientrare in gioco come socio di Niel. Questo accadeva il 29 marzo del 2018.

Il giorno dopo tutte queste voci vennero (qui) seccamente smentite dallo stesso Niel, dopo che l’allora ad di Gedi Monica Mondardini era stata convocata da Consob per avere spiegazioni sulla fondatezza delle indiscrezioni. Niel scrisse in un comunicato: “Ad oggi non c’è nessuna discussione in corso tra Gedi e una società che io controllo. Le indiscrezioni di stampa relative a presunti progetti internazionali della società sono prive di fondamento”.

Fine del giallo. Gedi fu acquistata da Elkann e di questa storia nessuno parlò più. Tuttavia, va ricordato che tra Niel ed Elkann c’è una consolidata amicizia, tant’è che lo stesso John invitò Xavier al summit Sei Torino Forum (Fondazione Agnelli) il 7 giugno del 2018, evento che portò allo stesso tavolo i più acclamati guru internazionionali esperti di  nuove tecnologie.

Ora, chiuso in cassaforte Le Monde non è escluso che il francese più influente nel mondo, come lo aveva definito Vanity Fair, non abbia progetti anche sull’Italia. E il miglior partner possibile resta l’amico Elkann, che con Gedi controlla il più grande gruppo editoriale italiano e che, con il britannico Economist, ha una autorevole presenza editoriale in Europa.

Proprio come piace all’ambizioso Xavier Niel.

Credits

Chi è Xavier Niel

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