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La carta segreta di Giorgio Armani, una joint venture del Made in Italy con Exor di John Elkann

Giorgio Armani (foto Wikipedia)

Tutto comincia con una intervista di Giorgio Armani a Vogue America: “Si potrebbe pensare alla liaison con un’importante azienda italiana” e non necessariamente una fashion company. Rimanere indipendente non è “so strictly necessary”.

La notizia è riportata qui da MF Fashion. Secondo il magazine lo stilista ha confermato di avere già pianificato di passare la maggior parte del business alla sua famiglia, a persone come i tre nipoti Roberta e Silvana Armani, Andrea Camerana e Leo Dell’Orco, suo storico luogotenente.

La domanda quindi è: quale sarà il suo ruolo nel definire il futuro del gruppo? Armani lo aveva già spiegato proprio a MF Fashion a febbraio: “E’ un lavoro che non pubblicizziamo, ma che porto avanti alacremente perché il futuro del gruppo è tutto lì e mi voglio assicurare che sia continuo. La Borsa per ora non è fra i miei programmi”. Alla domanda: nascerà mai una holding del lusso italiana? Armani aveva risposto: “L’individualismo è nel nostro Dna, e, a mio avviso, va bene così. Ma comunque i tempi sono molto diversi rispetto a una volta e non si sa mai”.

Ecco, ora forse siamo a quel non si sa mai. Scrive MF: “All’orizzonte del fashion system italiano qualcosa in effetti sta accadendo e a questo punto inizia la riflessione su chi potrebbe essere un degno complice per un’eventuale joint venture sotto la bandiera tricolore”.

E dunque, chi potrebbe essere il partner ideale per Giorgio Armani? Si fanno i nomi di Remo Ruffini che ha appena messo a segno l’operazione Moncler-Stone Island e Renzo Rosso con la recente acquisizione con Jil Sander.

Tuttavia, il nome che nell’ambiente della moda circola per questa straordinaria joint venture è quello di Exor, la holding della famiglia Agnelli, guidata da John Elkann, presidente di Stellantis e a capo di Gedi, il più grande gruppo editoriale italiano.

Secondo quanto riporta MF Fashion Exor sarebbe in pole position perché “si è appena aggiudicata il 24% del brand Christian Louboutin, valutandolo oltre 2 miliardi. È la sua seconda incursione fashion in pochi mesi, dopo l’operazione conclusa a dicembre investendo 80 milioni di euro con Hermès in Shang Xia, label di lusso cinese. Molti nella comunità finanziaria hanno iniziato a sognare un nuovo polo del lusso italiano guidato dagli Elkann”.

Per ora siamo a livello di smentite. Quello che è certo è che Exor rappresenta uno dei maggiori poli a livello europeo e con una consistenza finanziaria interessante per Armani. Quando lo stilista diceva a Vogue America che si poteva arrivare ad un matrimonio non necessariamente con una fashion company pensava ad Elkann? Può darsi, i tempi sono maturi e il rilancio del Made in Italy potrebbe partire proprio da qui.

Credits

MF Fashion

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