giorgio levi

Inpgi ripresenta l’emendamento Durigon ( Lega) per allargare la platea dei contribuenti. Bocciato da M5S in Commissione lavoro della Camera

Marina Macelloni, presidente Inpgi, non ci sta alla bocciatura dell’emendamento presentato da Claudio Durigon (Lega) che avrebbe consentito di allargare la platea degli iscritti ai comunicatori, circa 20 mila nuovi possibili associati. Abbastanza per far uscire dalla crisi ecnomica l’Istituto di previdenza.

L’emendamento (primo firmatario il leghista Massimiliano Capitanio e altre 7 deputati del Carroccio) venne bocciato dalla Commissione lavoro, come qui riportato, su indicazione del presidente della Camera Fico e da altri deputati del M5S. Uno scontro ancora tra Lega e grillini. Ora però sembra che ci sia ancora qualche possibilità tecnica di riprendere quelle tre righe così determinanti per il futuro di Inpgi.

Macelloni ha detto: “L’emendamento è un cambiamento culturale. Vogliamo accogliere nella nostra casa anche chi fa il mestiere del Comunicatore. Le professioni del giornalista e del Comunicatore, anche per via dei cambiamenti tecnologici, sempre più si incrociano e si affiancano, in alcuni casi si sovrappongono. Non sono più due mondi paralleli e distinti. Quindi, nonostante l’emendamento sia stato considerato estraneo alla materia della previdenza, non ci arrendiamo. Troveremo il modo di riproporre l’emendamento rapidamente”.

Buone intenzioni, a meno che gli Stati Generali dell’Editoria, voluti dal M5S, dentro i quali, secondo quanto dichiarato dal sottosegretario Crimi, si dovrebbe aprire un tavolo di confronto sull’Inpgi, non rappresentino la scusa politica per affossare oggi l’emendamento e rinviare a tra qualche mese la discussione sull’Ente di previdenza. Quando, cioè, sarà troppo tardi.

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