giorgio levi

“Abbracciatevi, ma non toccatevi con il corpo”. Altrimenti è una molestia. L’invito a denunciare i colleghi che hanno una tresca in redazione. Nbc News detta le regole ai suoi giornalisti

Matt Lauer, anchorman di Nbc News

Chissà mai se questa specie di regolamento anti-molestia arriverà fin qui, nelle nostre redazioni. Sembra un po’ un’americanata, ma Nbc News fa sul serio. Ha  varato un decalogo che dovrebbe eliminare ogni genere di molestia sessuale negli uffici. Ai dipendenti è arrivata una mail molto dettagliata. Primo. Se scoprite un collega (o una collega) che ha una tresca con qualcuno/a lo dovete subito denunciare all’ufficio Risorse Umane. Altrimenti scatta la pena massima, cioè il licenziamento.  E poi: se tornate a casa in taxi fatelo da soli, non condividete mai la corsa con un’altra persona. Capitolo abbracci tra colleghi. Devono essere rapidi, seguiti da immediato rilascio per evitare qualsiasi contatto con il corpo.

Tutto nasce dal dopo scandalo che aveva coinvolto Matt Lauer, star di Nbc News, licenziato per “comportamenti sessuali inappropriati”. Il vecchio Matt guadagnava 25 milioni i dollari all’anno e nel corso della sua tumultuosa carriera televisiva aveva avuto decine d’incontri sessuali con stagiste, precarie e dipendenti di varia natura. Sfruttava la  sua enorme posizione di potere, sotto il ripiano della scrivania aveva un bottone che premeva per chiudere a chiave la porta del suo ufficio senza alzarsi. Molto comodo.

Le molestie in redazione, anche qui da noi, sono un po’ come la fake news. Ci sono da secoli. Ciò non ne giustifica l’esistenza, ma far finta che siano un fenomeno del degrado umano di oggi sarebbe una sciocchezza. Si tratta solo di tracciare una linea di confine, tra ciò che è approccio forzato e tra quello che non lo è. Negli anni in cui lavoravo nella redazione di Grazia in Mondadori (una quarantina di giornalisti, di cui quasi trenta donne) avevo un collega anziano che tutte le mattine si presentava  al giornale con un paio di jeans attillati che aveva debitamente rinforzato con del cotone nella parte, diciamo così, anteriore. Insomma, mostrava orgoglioso, vagando da una scrivania all’altra, il suo discreto pacco, come lo definiva lui. Finto, ma aggiungeva non si mai. Una specie di photoshop applicato alla realtà.

Era una molestia? Certamente sì. Ma nessuno a quel tempo ci badava, nemmeno le stesse colleghe (molte con i capelli grigi) che sapevano benissimo del suo inutile trucchetto di promozione sessuale. Credo non abbia mai desiderato davvero abbordare qualcuna, era un giochetto stupido e osceno. Molto diffuso. Eppure eravamo già verso gli anni Novanta, a quasi trent’anni dalle rivolte femministe. C’era coscienza, come oggi, di che cosa è una molestia. Ma forse si osservavano i molestatori seriali con molta condiscendenza, senza scandalizzarsi troppo. Così come non divampava un incendio di moralismo se molte donne applicavano gli stessi parametri di approccio con colleghi maschi giovani e in posizione di debolezza all’interno delle redazioni.

Ma soprattutto ci si poteva abbracciare senza chiedersi a quanti centimetri stare l’uno dall’altra.

Credits

Il Corriere della Sera

Il decalogo anti molestie di Nbc News anticipato da Page Six