giorgio levi

La foto di Mussolini in prima pagina per sminuire il blitz fascista a Repubblica. Libero supera se stesso

Ogni volta penso che i titoli di Libero andrebbero presi per quel che valgono. Cioè, niente. Un giorno sono gli immigrati, un altro lo ius soli, poi i musulmani, i comunisti, gli sbarchi, la Boschi. Titoli al limite della decenza, della deontologia professionale, della correttezza umana. Loro sono fatti così, quel poco che vendono in edicola si basa sulla provocazione estrema. Arriveremo anche agli ebrei, quando il vento dell’antisemitismo piomberà sulla nostra politica, e non manca molto.

Tuttavia, oggi questo titolo in prima pagina non è una provocazione, è una stupidaggine. Una sciocchezza storica, che dà la misura della conoscenza. Mussolini ha mandato a morire milioni d’italiani, in guerra, nei campi di concentramento, con il massacro di partigiani combattenti e civili patrioti. Alla fine ha fatto la fine che meritava. Ci vorranno altri cento anni per dimenticare quei milioni di morti, altroché “Il nemico è ancora il duce”.

Se i giornali italiani stigmatizzano e dedicano pagine al blitz fascista davanti alla sede di Repubblica, è perché il fascismo è una pagina ancora aperta. I conti dopo la guerra non sono stati chiusi. Il fascismo resta il maggior pericolo per la democrazia di questo Paese. Lo è stato negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, Ottanta. Ogni epoca ne ha rappresentato una tappa.

Qualche tempo fa Salvini ha detto: “Il fascismo e il comunismo sono concetti vecchi, non esistono più”. Il comunismo non so (in Italia non lo abbiamo mai avuto), il fascismo è quello di sempre, ha cambiato pelle, linguaggio, atteggiamenti. Ma è sempre lui, violento e vera minaccia della democrazia.

Il busto di Mussolini in prima pagina su Libero, la prova è tutta lì.

Ps. Tra l’altro Libero scrive duce con la “d” maiuscola, ma andate a cagare.