giorgio levi

Commando di fascistelli a volto coperto prende di mira Repubblica. Al Viminale riunione del Comitato per la sicurezza dei giornalisti

Il blitz fascisa di oggi a Roma (foto tratta dal sito de La Repubblica)

Sono fascisti e sono codardi. Come quelli di 40 anni fa nel Sessantotto. Come il duce che disse negli anni del massimo splendore: “Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi”. Che è esattamente quello che è accaduto mentre cercava di scappare travestito da tedesco. Questi, che oggi hanno dato l’assalto alla sede di Repubblica, sono i nipoti e i bisnipoti di quella feccia là. Sono risorti, come in certi film horror di pessima qualità, ma sono sempre loro, chi li ha visti una volta non li dimentica. La cronaca di quello che è  accaduto è qui, ben raccontata dai giornalisti di Repubblica.

Ha ragione Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera: “Non ci facciamo intimorire da un gruppo di fascistelli, ma non abbassiamo la guardia”. E soprattutto non invitiamoli più a parlare nei canali televisivi di Stato, non ne hanno alcun diritto. Da Casapound in giù sono fuorilegge e non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.

Mentre il commando a volto coperto dava libero sfogo alle frustrazioni di tre generazioni di fascisti, al Viminale si è riunito per la prima volta il Comitato per la sicurezza dei giornalisti, voluto dal ministro per l’Interno Minniti e del quale fanno parte Fnsi e Ordine dei giornalisti. Ad oggi sono 19 i giornalisti sotto scorta e 167 i colleghi nei cui confronti sono state disposte misura di vigilanza.

Il Comitato può cominciare dai fascisti di oggi, ma anche di ieri e certamente di domani.

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