giorgio levi

Baci, auguri e colpi bassi. Arrivano i tre giorni più duri dell’anno

Lo anticipo adesso così non mi debbo sfrucugliare i neuroni per ricordare gli appuntamenti natalizi.

La prossima settimana comincia la tre giorni degli auguri fraterni tra giornalisti. La tre giorni dei baci (mentre cerchi uno spazio tra le rughe della collega per posarci un tocco fuggevole con le labbra), degli abbracci (sei sempre in forma amico mio, e fatichi a posare una mano sulle spalle ciccione del vecchio collega che il Mosè di Michelangelo sembra anoressico), dei vaffanculo (ma non dirgli che te l’ho detto) e dei sorrisi (a bocca stretta, che non tutte le dentiere sono lucidate come quella di Giorgia Moll con la Pasta del Capitano).

Si comincia martedì 12 con la festa dell’Unione Stampa Sportiva Italiana. E’ il giorno delle premiazioni dei campioni dello sport piemontese. L’anno scorso Allegri è arrivato con due ore di ritardo, per dire l’eleganza. L’allegra baraonda tra giornalisti sportivi si svolge al Circolo della Stampa a Palazzo Ceriana. Il pezzo forte è il rinfresco, mai viste tante prelibatezze tutte insieme. Ogni anno scommetto sul banco dei formaggi di Occelli. Un trionfo di tome, caprini, ovini, stagionati, freschi, cremosi, uno spettacolo. E lui, il signor Occelli, che taglia e distribuisce tanta grazia all’orda che si strappa di mano un tomino di Lanzo come fosse l’ultimo della terra, prima della glaciazione.

Mercoledì 13 sono di turno gli auguri dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte agli iscritti più anziani con la consegna delle pergamene, non ancora alla memoria. La cerimonia (sic!) si svolge nella Sala del Camino di Palazzo Ceriana. Quest’anno è al mattino. Segue brindisi con qualche leccornia dello chef del Circolo della Stampa. Si gozzoviglia nella Sala degli Specchi, di modo che le signore possano chiedersi che è quella riflessa dall’altra parte e darsi un tocco di cipria prima di piombare a corpo morto sui salatini.  Le pergamene vanno a chi ha compiuto 40, 50 e 60 anni d’iscrizione. Quest’anno abbiamo un festeggiato dei 60, speruma bin e auguri. Chi ha la badante può portarla.

Giovedì 14 è il giorno che i soci del Circolo della Stampa brindano con i soci del Circolo della Stampa. La festa si svolge in tarda mattina a Palazzo Ceriana, segue generoso tavolone di raffinati assaggi di varia natura, caldi e freddi. La tradizionale corsa al risotto con gli asparagi si svolge con un ammirevole aplomb. Ho soltanto visto una volta, molti anni fa, un generale sferrare una vigorsa gomitata ad un batuffolo di signora, vestita in rosa, che cercava di sistemarsi la forchetta sul piatto (vuoto).

Giovedi 14, ma al pomeriggio, c’è la festa dei seniores de La Stampa. Cioè, i pensionati o anziani, a seconda delle scuole di pensiero. Il brindisi si svolge dove c’è lo stabilimento delle rotative. A me piace molto quel posto lì e ci vado ogni anno volentieri. Per le rotative e per i vecchi che incontro. Sono arrivato tardi alla Stampa e non ho conosciuto i tipografi degli anni d’oro del giornale. Ma ad ogni dicembre ne incontro qualcuno che non avevo mai visto prima. E così me sto lì, in mezzo ad un gruppo di gente che non sa chi sono, e ascolto le loro storie. Vecchi che narrano, che raccontanto di tipografie, redazioni, giornalisti, direttori, operai. Il lavoro di notte e di giorno. I turni, le amicizie, gli scherzi, le risate, le incazzature, le soddisfazioni. E quel senso di appartenenza ad un giornale, che è roba da vecchi d’altri tempi. Imparo e memorizzo, poi la sera ci ripenso. Inutile dire che la mia festa di Natale preferita è questa, in fabbrica.