giorgio levi

Cessione Stampa a Gruppo Espresso. Consigliere del Pd in Regione presenta un odg: “Salvaguardiamo il ruolo futuro del quotidiano torinese”

Risveglio dal lungo sonno. A poche settimane dalla definitiva cessione de La Stampa al Gruppo Espresso, con la costituzione di Gedi (43,40% Carlo De Bendetti e 14,63% Fca), la politica torinese mostra segni d’interesse per la più imponente operazione di concentrazione editoriale della storia di questo Paese. Che ha, per caso neh, al centro della sua manovra proprio Torino. Debbo dire che mi sarei aspettato molto prima che qualcuno dicesse “Oibò, ragazzi. Il Piemonte perde la sua ultima casa editrice, la nuova società e quindi il potere centrale si trasferisce a Roma e noi stiamo qui con la boccuccia aperta?”.

Ma è pur vero che in un Paese dove la classe politica, sui temi dell’informazione e dell’indipendenza dei giornali,  fa marciare i neuroni come se andassero ad una passeggiata al Valentino, non ci si possono aspettare grandi reazioni. La più veemente che ho sentito fino ad ora è stata quella dell’onorevole Di Battista (M5S) che qui a La7 accusa l’informazione italiana di non avere editori puri, salvo poi essere complice, con i suoi compagnucci, delle liste di proscrizione dei giornalisti sgraditi al (loro) potere.

Insomma, verrebbe da dire fate un po’ come vi pare. Pagherete questa vostra passiva indifferenza tra qualche anno. Quando capirete che i monopoli dell’informazione non portano più ricchezza e nemmeno mercato del lavoro. Ma preparano il terreno all’omologazione, che sempre si muove nell’interesse di pochi. Poi a votare che ci andrà ancora?

Oggi però mi considero abbastanza soddisfatto perché, come dicevo all’inizio, un segno di risveglio c’è stato. Ieri nella seduta del Consiglio Regionale del Piemonte Antonio Ferrentino (Pd) ha presentato un ordine del giorno (che è in allegato in .pdf qui sotto) che recita così: “Oggetto: salvaguardare il ruolo futuro dello storico quotidiano torinese La Stampa e, soprattutto, il suo peso in termini occupazionali nell’ambito del sistema dell’informazione nazionale”.

Scrive nel suo odg Ferrentino: “Secondo alcune fonti, risulterebbe che 20 poligrafici, di cui 10 in forza a La Stampa e 10 di Publikompass, abbiano già concordato di transitare in Fca e, mentre i giornalisti verrebbero salvaguardati con riguardo ai livelli occupazionali, simili garanzie non sarebbero invece state espresse a favore del resto del personale tecnico-amministrativo attualmente occupato; considerato che è fondamentale non sottovalutare le ricadute che la suddetta fusione potrebbe determinare su tutti i lavoratori coinvolti, sia di ruolo giornalistico che tecnici e amministrativi; in particolare le ripercussioni negative sul personale de La Stampa, dato il carattere di fusione per incorporazione della società editrice di quest’ultima nel Gruppo L’Espresso, tutto ciò premesso e considerato impegna la Giunta regionale del Piemonte  ad attivarsi con urgenza, per quanto di propria competenza, affinché sia salvaguardato il ruolo futuro dello storico quotidiano torinese La Stampa e, soprattutto, il suo peso in termini occupazionali nell’ambito del sistema dell’informazione nazionale“.

Diciamo che non è esattamente il nodo centrale della questione, o almeno non solo, ma ci siamo avvicinati. E’ moltissimo rispetto al nulla di questi mesi. Se non altro ci sarà un dibattito in aula a Palazzo Lascaris, vedremo.  Sarò lì, magari i neuroni della politica si metteranno a correre.

Credits

Chi è Antonio Ferrentino del Partito Democratico

L’ordine del giorno in .pdf presentato in Consiglio regionale da Ferrentino