giorgio levi

Ah, quella Rai

Così, se n’è andato anche Cino Tortorella. L’amatissimo Mago Zurlì dell’infanzia di almeno tre generazioni. L’ho incontrato una volta sola, trent’anni fa. Un mattino lo trovo seduto alla mia scrivania nel grande open space di Retequattro a Segrate. Su una sedia, dall’altra parte del tavolo, c’era Lino Banfi. Erano lì tutti e due perché, credo, se la passassero professionalmente piuttosto male in quel periodo, inizio anni Ottanta. Erano a caccia di un contratto. Tortorella sorridente e gentilissimo, Banfi un po’ incazzoso, come un personaggio dei suoi film. Ero stato appena assunto come telecronista dello sport. Ma ero così emozionato di vedere il mago Zurlì in borghese seduto al mio posto che non gli ho nemmeno chiesto un autografo. Finalmente avevo la prova che non aveva lustrini d’argento nei capelli. E quello mi sembrò un grande giorno.

La scomparsa di Tortorella mi ha indotto ad un piccolo viaggio nel tempo. Volevo rivedere quella Rai di Torino che avevo conosciuto da bambino, nel 1961. Un’esperienza bellissima che ho raccontato qui e che, a più di 50 anni da quei giorni, era rimasta intatta nella mia memoria. L’edificio è sempre il medesimo, abbruttito all’esterno (come i palazzi di mezza Torino) da un’orrida bancarella di cianfrusaglie. L’ultima volta che sono entrato qui era il 16 febbraio del 1961, alla vigilia dei miei 9 anni.

Ero per mano a mio nonno che mi accompagnava alle prove di Tutti in pista, il programma più visto della tv dei Ragazzi in quell’anno. Ero un concorrente-bambino, vinsi per quattro o cinque puntate con la mia squadra. C’erano prove di abilità intellettiva e altre di abilità sportiva. Come disse qui quella psicologa a mia mamma,  io ero molto bello e buono, ma poco intelligente. Perciò gli autori del programma, che non conoscevano la psicologa, ma avevano capito, mi destinarono alle prove sportive. Che stravincevo, tra l’altro.

Sono tornato in questo edificio 56 anni dopo perché volevo annusare, sentire, odorare l’atmosfera di quella magia, capire se quelle mie sensazioni di allora erano rimaste sospese nell’aria, da qualche parte. Be’, è tutto li’. Nell’ingresso con la scala di marmo, nei corridoi, nel linoleum lucido e rosso dei pavimenti degli studi, nei soffitti alti e nell’insonorizzazione di pareti e porte. Immagino che un bambino provi le stesse sensazioni quando entra nella casa di Topolino a Disneyland. Ora qui c’è la Mediateca Rai, un luogo efficientissimo dove tu poi rivedere un programma andato in onda tre ore prima, o il Musichiere di mezzo secolo fa. O leggerti migliaia di libri che raccontano l’intera storia dello spettacolo italiano. E scopri che Eri (Edizioni Rai) ha dedicato intere e preziose collane al teatro, al cinema, alla televisione. Poi ci chiediamo che fine ha fatto l’editoria in Italia, perché ci dobbiamo aggrappare a centri di potere dell’informazione che condizioneranno per sempre il nostro futuro.

Tuttavia, sono entrato qui pensando a Cino Tortorella. Al bene che gli abbiamo voluto. Ma anche perché volevo tornare sulle tracce di Walter Marcheselli, l’attore che presentava Tutti in pista. Ho spulciato in decine di cartelle e ho trovato le foto. Quelle foto. Di quei giorni delle mie vittorie sportive. E i personaggi del programma, i miei compagni di classe, gli ospiti, persino le foto di Angelo Lombardi, l’amico degli animali, che aveva come assistente in studio Andalù, un ragazzo di colore che lui chiamava negretto e nessuno si scandalizzava. E poi noti i dettagli e capisci che la professionalità, la precisione, l’eleganza si costruiscono negli anni e che tutto questo patrimonio è la storia di un intero Paese.

Walter Marcheselli

I ragazzi concorrenti in attesa della diretta

Le squadre delle Tigri e dei Leoni

 

Angelo Lombardi

 

Lo studio di Tutti in pista nel 1961

D’accordo, è un mondo lontanissimo da noi. E gli amarcord lasciano il tempo che trovano. Forse andare avanti e indietro di mezzo secolo è una perdita di tempo. Noi siamo quello che siamo oggi. Qualche volta, però, annusare quegli odori fa davvero bene.

Ps. L’utilizzo delle foto scattate da me sui provini del fotografo di allora mi è stato gentilmente concesso da Mediateca Rai, unicamente per illustrare questo blog.