giorgio levi

Giannini infuriato non le manda a dire. E scrive al Cdr prima che inizi l’assemblea: “Mai negato un incontro, siete voi che fate finta di non capire”

E’ durissima la risposta di Massimo Giannini, direttore de La Stampa, al Cdr dopo la decisione di convocare un’assemblea per oggi pomeriggio. Il direttore è infuriato.

E’ una lettera, diciamo, composita, una parte in tondo chiaro è quello che il direttore scrive alla redazione, una parte in corsivo scuro è quello che il sindacato risponde alle obiezioni del direttore. E’ lunghissima, e come qualcuno ha detto “siccome non si parlano, si scrivono”. Che in fondo è quello che fanno i giornalisti.

Giannini non la prende larga, e siccome il punto centrale della questione è che lui, scondo il Cdr, rifiuterebbe da mesi un incontro con loro su questioni delicate e improrogabili, che andrebbero invece affrontate in tempi molto brevi, ci tiene a dire senza mezzi termini come stanno le cose. Questione raccontata qui, il 24 aprile.

Giannini ricorda che durante il brindisi per il lancio del canale ilGusto (mercoledì 21 aprile) aveva annunciato che avrebbe fissato al più presto un incontro, cosa che avrebbe fatto nella stessa serata di mercoledì incaricando un vicedirettore di confermare al più presto l’appuntamento. A quanto pare, aggiunge Giannini, la comunicazione è caduta nel vuoto e il Cdr avrebbe diffuso ugualmente un comunicato per indire una assemblea sulle inedite anomalie nei rapporti tra Cdr e direzione.

Ma, e qui il sospetto di Giannini è come un’unghiata, nemmeno tutto i componenti del Cdr sarebbe stati d’accordo sulla decisione di convocare l’assemblea. Perciò che cosa ci state raccontando? Per il Cdr le cose non sono andate affatto così. La disponibilità del direttore non è mai arrivata, scrivono, non solo quella sera, ma nemmeno il giorno seguente. Anzi, mai.

Tuttavia, nelle scarpe di Giannini devono esserci altri sassolini. Quando il Cdr dice che il direttore non incontra la rappresentanza sindacale da oltre due mesi (contravvenendo ad una norma del contratto) è una balla colossale, secondo il direttore. Anzi, il ragionier Giannini, agenda alla mano dimostra che il 10 marzo si sono visti, quindi non più di 2 mesi, ma 1 mese e 4 giorni. Un mese di silenzio dovuto a ragioni che il Cdr dovrebbe conoscere, perchè illustrate loro da un vicedirettore su incarico del direttore stesso. Perciò conclude Giannini: evidentemente avete fatto finta di non sentire o di non capire.

Che cosa deciderà l’assemblea? Domani è un altro giorno.

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