giorgio levi

Fazio intervista Macron. Ha ragione il M5S: “giornalista” non significa più nulla. La Rai ci ha già rinunciato

Guardo Fazio che intervista il presidente Macron e penso a Enzo Biagi. Vedo quel testone del presentatore annuire ad ogni parola di Macron e penso alla compostezza di Biagi. Ascolto quelle domande fondate sulla vaghezza del mondo e ricordo Biagi la sera che inchiodò Berlusconi.

Ripenso anche al giorno in cui Fazio dichiarò che rinunciava al tesserino di giornalista pubblicista. Lui era un uomo televisivo e voleva avere le mani libere. Così libere che la Rai lo ha spedito all’Eliseo, come fosse uno dei suoi giornalisti. Uno delle migliaia di giornalisti che lavorano nell’Ente di Stato. Molti dei quali di eccellente bravura.

Fazio e Macron seduti sul pianerottolo della casa del presidente francese sono l’immagine di un Paese che non sa nemmeno difendere la professionalità dei propri giornalisti.

Ha ragione il M5S, il termine “giornalista” non ha più alcun significato. La Rai e Fazio sono stati oggi la fotografia di un sentimento comune e trasversale della politica e della società. Nel silenzio di quella che una volta era una categoria di professionisti.