giorgio levi

L’amministratore delegato del Gruppo De Agostini Lorenzo Pelliccioli insignito della Legion d’Onore

Avevo conosciuto Lorenzo Pelliccioli all’inizio degli anni Ottanta, quando Retequattro di Mondadori stava per infilare il buco nero del fallimento. I Formenton (a quel tempo proprietari a Segrate) avevano affidato a quel giovane e rampante manager l’ultimo brandello di stoffa, prima che tutto crollasse. Pelliccioli, che era molto più magro e in forma di oggi, si era dato da fare, mostrando capacità di amministratore non comuni.

Di simpatie liberali (Bergamasco, era stato nella direzione nazionale dei giovani liberali negli anni Settanta) Pelliccioli sapeva dove e come tagliare per salvare quella portaerei mangiasoldi dall’affondamento. Purtroppo le sue capacità imprenditoriali di direttore generale servirono a poco. In quella Retequattro tutti sperperavano alla grande (lo racconto in alcuni capitoli  del mio Volevo essere Jim Gannon) e alla fine il buco si fece così grande che la televisione rischiò d’inghiottire l’intera Mondadori, con i suoi quasi 500 giornalisti, 25 testate e migliaia d’impiegati. Intervenne poi com’è noto Berlusconi che la salvò dal fallimento, portandosi a casa un gioiello televisivo che noi giornalisti e molti personaggi dello spettacolo di allora avevamo con passione coltivato negli anni.

Lorenzo Pelliccioli ha poi costruito negli anni la sua brillante carriera, che si può leggere qui, e oggi vedo che gli è stato conferito il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur. Per la sua attività manageriale e per la sua azione a favore del patrimonio culturale francese. Così come ha detto Catherine Colonna, ambasciatrice di Francia in Italia.

Credits

La Repubblica

Grande Cancelliere de la Légion d’Honneur