giorgio levi

Dopo la prima pagina a fumetti dell’Unità redazione in rivolta: “Staino, non ci hai fatto ridere”. E il direttore si dimette: “Ora sono costretto”

Oggi 1° aprile il direttore dell’Unità Sergio Staino si è dimesso dall’incarico. La scelta di raccontare il momento durissimo, i tagli in arrivo, la difficile sopravvivenza della testata fondata da Antonio Gramsci nel 1924 attraverso una striscia satirica in cui il direttore Staino si raffigurava strattonato da mille parti. La proprietà, il cdr, perfino la moglie. E così ha annunciato lo sciopero:  “Staino,  questa volta non ci hai fatto ridere. Sono giorni, settimane in cui non ridiamo. Da quando la proprietà ha annunciato che il 60% dei lavoratori di questo giornale a breve andrà a casa. I numeri prospettati dall’azienda sono da macelleria sociale. A pagare saremo solo noi, e tu di conseguenza depauperato dalla nostra forza lavoro. La tua iniziativa rischia di offrire all’azienda il fianco per calare la scure sulle nostre teste, tanto per citare l’amministratore delegato”.

Così, Staino ha deciso di dimettersi, e come si può leggere qui su Next Quotidiano è stata, secondo lui, una decisione inevitabile, considerata la presa di posizione (anche sullo sciopero dell’altro giorno) della redazione.