giorgio levi

La Rai pronta ad abbandonare il Salone del Libro. Obiettivo: Milano. Gli studi delle dirette radio e tv dovrebbero essere allestiti a Rho Fiera

Voci, soltanto voci, null’altro che voci. Ma qualcosa deve esserci. La Rai sarebbe intenzionata a traslocare il suo imponente apparato radio e televisivo, che da 29 anni occupa mezzo padiglione al Salone del Libro, per Tempo di Libri, la neonata fiera di Milano. A Torino rimarrebbe una postazione televisiva e forse una radiofonica, ma non molto di più. Le ragioni sono semplici e riguardano i costi in rapporto alla popolarità della manifestazione e alla conseguente resa pubblicitaria. Se a Torino non ci saranno i mega editori del Gruppo Mondadori (Rizzoli, Einaudi e una lunga serie di altre acquisizioni)  il Salone non ospiterà più i big dello spettacolo, del cinema, della canzone. O saranno molti meno. Personaggi popolarissimi, che nelle vesti di scrittori sono quasi tutti autori della mamma di Segrate. In viale Mazzini hanno fatto due conti. Se non possiamo portare davanti alle telecamere Aldo, Giovanni e Giacomo o Vecchioni o i mille altri volti della televisione che ci stiamo a fare a Torino? Il brutale ragionamento non fa una grinza.