giorgio levi

Che botta ai giornali Finegil. Continuano le cessioni dei quotidiani del Gruppo Espresso per far posto alla Stampa. Sciopera La Nuova Sardegna

edicola

L’ad del Gruppo Espresso Mondardini dice: “La cessione  non è una nostra scelta ma un sacrificio richiesto dalla legge 416/81 per effetto della norma sul tetto del 20 per cento delle tirature. In questa cornice normativa sta avvenendo l’incorporazione di Itedi che è un sostanziale rafforzamento del gruppo”.

Embè, certo, signora Mondardini. Quella legge è una vera sciagura. Pensi se non ci fosse. Se uno potesse tranquillamente superare i limiti della concentrazione editoriale, lei non avrebbe ceduto nessuna testata, i giornalisti sardi o campani o trentini non avrebbero scioperato, staremmo tutti con l’animo in pace. Vogliamo correre il rischio di monopolizzare l’informazione? Berlusconi ci aveva già provato, ma siccome è un tipo un po’ ruspante e dedito ad altre attività alla fine non ce l’ha fatta. De Benedetti si gioca le sue carte, non molto diverse da quelle del suo storico avversario. Sono mesi che ci raccontano che Stampa e Repubblica saranno testate autonome, che tutto resterà com’è oggi, che sarà il mercato a dirci la verità.

Ma andiamo, mica siamo così tanto fessi. Un po’ sì, non troppo. L’operazione inclusione (non c’era un vocabolo meno arrapante?) costa sacrifici. Ai giornalisti dei quotidiani coinvolti nelle cessioni, che debbono uscire da un guscio protettivo solido e affidarsi a imprenditori del tipo oggi ci sono, domani chissà. Ma costa caro anche alla Stampa che da qualche mese frena sulle tirature, per non superare quella soglia complessiva che manderebbe a monte l’intero progetto. Mondardini ha detto che con le cessioni della Nuova Sardegna, dell’Alto Adige e del Trentino, e prima ancora del Centro di Pescara e della Città di Salerno, i conti sulle copie complessive del gruppo (più Stampa e Secolo) per l’anno 2016 dovrebbero rientrare nei limiti di legge. Vedremo.

Intanto ha già detto che fino a marzo non si discuterà del ruolo che avranno Stampa e Secolo XIX in rapporto a Repubblica e agli altri giornali. Anche se ha aggiunto che la Stampa avrà il ruolo di quotidiano interregionale e non più nazionale.

Qui di seguito i comunicati del cdr de La Nuova Sardegna e del coordinamento Finegil.

Credits

Fnsi

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