giorgio levi

Caso Gruppo Espresso. Domani incontro dei cdr con Fnsi a Roma. Ci sarà anche quello della Stampa

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Sono tesissimi i rapporti tra i giornalisti dei 18 quotidiani Finegil e l’azienda, dopo la cessione dei quotidiani Città di Salerno e Centro di Pescara. Una cessione che è avvenuta, come rileva la Fnsi (incontro domani martedì 13 a Roma con i cdr del Gruppo e anche della Stampa), senza alcuna mediazione sindacale. Il Gruppo editoriale di De Benedetti avrebbe agito in maniera del tutto autonoma e non rispettando le più elementari regole sindacali.

Ai redattori dei due quotidiani (50 giornalisti) la cessione non è andata giù per niente. Da un giorno all’altro si sono ritrovati fuori da quello che da febbraio del prossimo anno (al termine del closing con Itedi) si presenterà come il più grande gruppo editoriale italiano. Una discreta mazzata. Che ha avuto pesanti ripercussioni su tutti gli altri giornali del gruppo. La domanda che quasi tutti si fanno è: basterà? O domani tocca a qualcuno di noi? Sarà sufficiente aver tolto di mezzo due giornali per far posto alla Stampa e al Secolo XIX e rientrare nei parametri della legge sulla concentrazione editoriale? Il malumore si percepisce nelle piccole e grandi testate locali della Finegil. Se le premesse sono queste non sarà così semplice confrontarsi con un gruppo che non si fa scrupoli (nemmeno quelli che riguardano le relazioni sindacali) per raggiungere i propri obiettivi.

Ed è quello che deve aver pensato alla Stampa il cdr che venerdì ha convocato un’assemblea presentando le proprie dimissioni, senza aspettare la scadenza naturale del mandato. Sarebbe coinciso con il momento più critico del passaggio della Stampa al Gruppo Espresso. Perciò meglio eleggere subito subito un nuovo cdr e poi saranno suoi i cavoli amarissimi dell’anno prossimo.

Le criticità sono tante. Dalla tutela dei colleghi che hanno un contratto in scadenza a quella mai risolta degli eterni articoli 36 part-time delle redazioni di provincia che lavorano 10 ore al giorno, dagli assunti con contratti depotenziati al lavoro che è cresciuto in maniera esponenziale con turni raddoppiati e corte saltate, a partire, ma non solo, dalla cronaca di Torino. Noi, dicono i giornalisti, affrontiamo sacrifici per il bene del giornale, vorremmo avere qualche risposta. E non porte sbattute. Molto dipenderà dal cdr che verrà e dalla forza politica e di consenso che avrà all’interno del giornale.

Le premesse sono pessime, se questo è lo stile delle relazioni con i propri giornalisti del Gruppo di Repubblica. Dalla riunione di domani dovrebbe uscire una forte presa di posizione di Lorusso. Poi comincerà la lunga salita, e per ora nessuno può dire dove sarà il traguardo.

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