giorgio levi

Quotidiani, che sciatteria. Ma c’è chi fa le pulci ai giornali, scova errori e manchevolezze

(foto di Andrea Piacquadio da Pexels)

Sono giorni grami per i quotidiani. Errori, sviste, manchevolezze, più che in passato. Forse la fretta, gli organici ridotti all’osso, la corsa a essere primi sulla rete, la scomparsa dei revisori, forse tutto questo giustifica l’approssimazione quotidiana. Molti però si domandano: dov’è finita la cura con cui si confezionavano, fino a pochi anni fa, i grandi quotidiani? Stefano Lorenzetto è un cacciatore speciale. Un indagatore a tappeto degli errori quotidiani per Pulci di notte da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”. Una caccia alle pulci riportata qui anche da Dagospia.

La Repubblica ospita uno stralcio della postfazione scritta da Carlo Feltrinelli per Senior Service, la biografia dedicata al padre Giangiacomo. A un certo punto egli cita “Hermann Langbein da Vienna, un comunista austriaco che aveva combattuto contro Franco ed era sopravvissuto alla vita e agli anni dei lager”. Uscire vivo da un campo di concentramento rappresenta di certo un’impresa ragguardevole, ma non quanto uscire vivo dalla vita, considerato che di solito se ne esce morti.

Sommario dalla Stampa: “70 mila i bambini trasformati in profughi al giorno solo negli ultimi giorni di guerra”. Per distinguerli dai profughi alla notte.

Su Il Corriere della Sera, Massimo Sideri parla di una mappatura avviata dalla Nasa per “trovare un pianeta simile alla Terra e potenzialmente abitabile dalla vita organica come la nostra, a base di carbone e acqua”. Carbone? Il componente fondamentale della materia vivente è il carbonio, che nei mammiferi rappresenta mediamente il 22 per cento del peso corporeo. In un uomo di 70 chili, circa 14 sono di carbonio, non certo di carbone (benché la sostanza nera sia costituita principalmente di carbonio).

Il viaggio. IIª puntata (continua)”, si legge nella testatina che apre Quattro pagine, inserto dell’Osservatore Romano dedicato agli “approfondimenti di cultura società scienze e arte”. Oltre che approfondire l’uso delle virgole (qui ne mancano due), in redazione dovrebbero osservare meglio anche i numeri romani, come peraltro impone il nome del giornale. Essi infatti non richiedono mai l’esponente (ª oppure °), essendo già espressioni grafiche dei numerali ordinali. In questo caso II sta per seconda. L’esponente va utilizzato solo con le cifre arabiche (2ª puntata).

Oriana Liso e Massimo Pisa si occupano, sul sito della Repubblica, di Davide Fontana, il bancario e food blogger che ha massacrato la pornostar Carol Maltesi. Ecco alcuni passi salienti della loro surreale ricostruzione. “E’ nella sua casa di corte, di quelle con i ballatoi da vecchia Milano, che Fontana ha ucciso”. Forse ai due cronisti non veniva casa di ringhiera. Da lì l’uomo ha portato poi il corpo in casa sua, e lì lo ha tenuto in un congelatore comprato apposta fino a quando non ha deciso di disfarsene, chiudendo quei resti nei sacchi della spazzatura e portandoli a Borno, dove poi sono stati trovati. Sempre mantenendo la stessa freddezza”. Si è disfatto del corpo o del congelatore? Comunque il riferimento alla freddezza, date le circostanze, sembra appropriato. Con l’offesa finale di quel tentativo abusato di difesa del “raptus””. L’omicida ha abusato del tentativo, oltre che della poveretta? E perché il suo raptus sarà stato fra virgolette? Le due case, adesso, sono sotto sequestro: qui i carabinieri cercheranno di ricostruire le ultime ore di Carol Maltesi e i due mesi di convivenza con un cadavere di Fontana”. I carabinieri trasformati in muratori: ricostruiscono nelle case. E il cadavere dell’attrice hard diventa quello dell’assassino.

Chi ha armato Mosca dal 2014 al 2020″ è il titolo di un’infografica pubblicata dal Fatto Quotidiano. La legenda specifica: “L’export dei singoli Paesi. Valori in milioni di armi». Sommando i numeri del grafico, ne deduciamo che l’Europa ha venduto a Vladimir Putin oltre 345 milioni di armi. Siccome i russi sono all’incirca 147 milioni, significa che hanno in casa non meno di due armi a testa. (Presumiamo che Il Fatto Quotidiano intendesse riferirsi al costo: milioni di euro? di dollari? o di rubli? In ogni caso, avrebbe dovuto scrivere: “Valori di armi in milioni”).

Alessandro Ferro sul sito del Giornale: “Senza andare troppo in là con il passato, Alexander Litvinenko (ex agente dei servizi russi) fu stato assassinato nel 2006 da particelle radioattive di polonio-210, un milione di volte più letale del cianuro”. Bisognerebbe cercare di non andare troppo in là neppure con il verbo essere.

Lina Palmerini in un editoriale sul Sole 24 Ore: “Contestualmente Draghi si è mosso sul negoziato europeo incontrando il premier spagnolo Sanchez, portoghese Costa e greco Mitsotakis”. Avendo messo l’articolo al singolare per il primo, avrebbe dovuto ripeterlo per gli altri due. Se invece avesse usato il plurale “i premier”, avrebbe potuto risparmiarselo per il secondo e il terzo. E Sánchez richiede l’accento acuto.

Timothy Ormezzano sul Corriere della Sera: “4810 è l’altezza in metri del Monte Bianco, la più alta e maestosa vetta delle Alpi che collega l’Italia alla Francia”. Eh già, a separarle resta solo lo Champagne. (Opportuna la precisazione iniziale: è noto che qualcuno si ostina a misurare le montagne in centimetri).

Giuseppe Pietrobelli sul Il Fatto Quotidiano : “Visto che non lavorava, nonostante il padre Sergio, 62 anni, gliene avesse trovato più d’uno, ha puntato sul conto in banca e si è sbarazzato anche della mamma Lorena Zanin di 59 anni. Un piano molto approssimativo”. Quasi come questa sintassi. “Trovato più d’uno” di che? Di lavoro? Allora bisognava scrivere: “Visto che non aveva un lavoro”.

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