giorgio levi

Auguri a Vittorio Feltri, domani compie 78 anni: “Se qualcuno mi chiama giornalista lo querelo”

C’è una intervista qui di Francesco Battistini sul Corriere della Sera a Vittorio Feltri (direttore editoriale di Libero, come lui ribadisce), 78 anni domani 25 maggio (auguri) molto divertente. In attesa dell’arrivo dell’amico-rivale Alessandro Sallusti alla direzione, il vecchio Feltri, tutt’altro che rincoglionito, come spesso lo si dipinge, ne ha per tutti.

Intanto guai a chiamarlo giornalista, dopo le sue dimissioni dall’Ordine: “Se qualcuno ci prova lo querelo”. Sulla stampa italiana di destra che ha sempre gli stessi direttori Feltri non fa sconti: “La stampa italiana è d’un conformismo mostruoso. Il Paese è diviso a metà, ma la maggioranza degli editori, per moda, se non sta a sinistra si sente male. Dall’altra parte siamo pochini. Anch’io da ragazzo ero di sinistra con idee di destra. Ora sono di destra con idee di sinistra. Per esempio sul fisco: sono per rendere note tutte le dichiarazioni fiscali e creare un controllo sociale”.

Tra i suo ex colleghi d’Ordine preferiti c’è Marco Travaglio: “Lo stimo. Sono anche amico di Padellaro. Ma i 5 Stelle mi stanno sulle palle. Comunque, noi della stampa ormai siamo di serie B. Da quando c’è la dittatura d’internet, stiamo tutto il giorno a farci ipnotizzare dal computer, autoreferenziali. E pochi ormai alzano il culo. Cito solo la cronaca nera, che è un romanzo. Una volta la faceva Buzzati, la seguivamo per settimane. Prenda invece il caso di Benno, il ragazzo di Bolzano che ha ucciso i genitori: già archiviato. Il vecchio Nutrizio, a La Notte, mi diceva: se non riesci a far funzionare il cervello, consuma almeno le scarpe”.

Le sue numerosissime presenze in televisione si direbbero una forzatura del destino: “Non ne ho simpatia. Questa mania d’esporsi è una malattia. Io non ce l’ho: quando m’invitano, sbuffo. Vado solo da Giordano perché l’ho assunto io e m’è simpatico. O da Myrta Merlino, che conosco da una vita”.

Qualche anno fa all’elezione del presidente della Repubblica prese 46 voti, alla domanda se è pronto a succedere a Mattarella risponde: “No. Si guadagna troppo poco”. Sincero.

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