giorgio levi

Briglia allarga gli orizzonti e va a caccia di femminili. Ma potrebbe perdere l’affitto della Nuova Sardegna

Roberto Nini Briglia, 71 anni, ex Lotta Continua, ex Radio Popolare, ex Reporter con Deaglio, ex direttore di Epoca, ex direttore generale dell’area periodici di Mondadori (editore Berlusconi), ex direttore di Panorama, dal 2013 socio di Gianni Vallardi in DBInformation, società che controlla a sua volta altre società nel settore del multimedia, ha acquistato da Quadratum (ex editore di Rolling Stone) i settimanali Love Story e Intimità.

Detta così non sembra una gran notizia. In realtà Intimità, come ricorda questa settimana Charlie (la newsletter del Post), è uno dei giornali italiani che in edicola ha avuto nell’anno un autentico boom di vendite, tanto da relegare ai confini dell’impero rosa il rivale di sempre Confidenze, uscito da Mondadori e approdato, con Panorama, al gruppo de La Verità di Maurizio Belpietro.

Intimità, secondo le ultime rilevazioni ha una diffusione di 125 mila copie, come il quotatissimo Grazia e più del noto Chi. Copie tutte cartacee. E’ il 12° settimanale per vendite in edicola. Ha mantenuto le copie vendute nell’ultimo anno, e da molto tempo, come detto, ha superato il gran lunga Confidenze, fermo a 37mila copie.

Tutto questo ingarbugliamento di numeri ha evidentemente stuzzicato Briglia, che a tutt’oggi è considerato il maggiore esperto di mercato del giornalismo periodico. Il fatto che Intimità, come altri del settore femminili, sia così forte in edicola fa pensare che la carta in fondo non sia affatto finita. Anzi, c’è mercato e a saperlo coltivare può crescere ancora e dare ancora ottimi frutti, anche in fatturato pubblicitario.

Briglia con Vallardi è anche il titolare dal 2016 dell’affitto da Gedi de La Nuova Sardegna (fino alla fine di quest’anno) notizia raccontata qui da Il Times a suo tempo. Ora però, secondo quanto riferisce qui Il Fatto Quotidiano, il giornale di Cagliari potrebbe passare definitivamente di mano, andando ad ampliare la presenza del gruppo Sae sul territorio. Notizia che circola già da settimane nelle redazioni coinvolte ma su cui finora né Leonardis né Gedi hanno dato conferme.

Il numero uno di Sae (Sapere Audi Editori) è l’imprenditore Alberto Leonardis, che nell’autunno scorso aveva acquistato da Gedi IlTirreno, La Nuova Ferrara, la Gazzetta di Reggio e la Gazzetta di Modena. Ora con le redazioni di tutte e quattro le testate in stato di agitazione, e con la minaccia di uno sciopero, come ha scritto il Cdr “fino a quando l’azienda non deciderà di ridiscutere il drastico ricorso agli ammortizzatori sociali annunciato per i giornalisti, alla luce della crisi del mercato e dei ricavi in diminuzione”.

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