giorgio levi

“Domani”, abbonati come azionisti del giornale. Feltri: “Lo faremo insieme”. Prima riunione dei lettori con il direttore (via Zoom) sabato 13 giugno

Stefano Feltri, direttore di Domani, il quotidiano fondato da Carlo De Benedetti, in uscita in autunno, toglie il velo, giorno dopo giorno, a quello che sarà il giornale. Intanto spiega “quattro saranno i grandi temi da indagare. Come promesso, il primo sarà l’ambiente, la grande sfida politica della nostra generazione. Poi la salute, e non mi pare di dovervi spiegare come mai ci sia venuto in mente in questo momento. Il terzo tema è il lavoro: l’Italia si avvia a sperimentare la peggiore delle recessioni, ci saranno disoccupati, nuove opportunità, ma anche tentativi rapaci di trasformare le disgrazie altrui in opportunità per pochi, lasciando il conto allo Stato.  Dall’incrocio delle prime tre questioni deriva il quarto tema di inchiesta: le disuguaglianze”.

La novità vera nella gestione diretta del giornale è che gli abbonati Fondatori “quelli che scelgono di darci fiducia ora, saranno i protagonisti di questo percorso. Potranno darci idee, storie, spunti di analisi. Ma soprattutto prenderanno insieme a noi della redazione le decisioni su quali progetti finanziare in meeting virtuali periodici”.

I costi. Alti, per chi vuole un giornale come Domani. Lo ammette Feltri: “Il giornalismo di qualità costa molto. Ma può cambiare il Paese in cui viviamo in meglio”. Per questa ragione Domani chiede ai lettori di finanziare il lavoro: “perché vogliamo che i progetti di inchiesta abbiano le risorse necessarie ma anche perché vogliamo essere sicuri di concentrarci sulle priorità dei nostri lettori”.

Chi si abbona ora (250 euro l’anno) dovrà indicare nella causale del versamento uno dei quattro settori del giornale a cui è interessato. E su quello potrà dire la sua parola, giudicare i temi in discussione e avanzare proposte.

Per ogni euro versato dai donatori, il giornale ne aggiungerà un altro. Se per una inchiesta sull’ambiente si dovessero raccogliere 5 mila euro, il giornale ne verserà altri 5 mila e i giornalisti avranno quindi un budget di 10 mila per lavorare sul tema dell’ambiente.

Feltri torna poi alla forza lavoro, quella dei liberi professionsisti: “I giornalisti freelance potranno sottoporre i loro progetti di inchiesta per le quattro aree alla redazione che li valuterà e poi li discuterà con gli abbonati. Il nostro lavoro sarà di analizzare fattibilità e costi. Poi faremo decidere agli abbonati quali progetti finanziare con le risorse disponibili.  Il giornalista che realizzerà il suo progetto dovrà anche tenere informati abbonati e donatori sui suoi progressi, fino alla pubblicazione del lavoro finale”.

Dice infine il direttore: “E’ un esperimento mai tentato prima in Italia, ma con un precedente in Israele, che vi racconterò”.