giorgio levi

L’ultima fake del gosthwriter di Beppe Grillo: “La Stampa, quotidiano degli Agnelli, tende trappole a Mattarella”

Marcello Dettori, fondatore di Moving Fast Media

Di Marcello Dettori, direttore di Silenzi e Falsità, mi ero già occupato qui, esattamente il 9 novembre scorso. Riassunto. Marcello Dettori, giornalista professionista, 30 anni, è l’editore di un giornale online che dichiara nel suo chi siamo: ““Informare i cittadini è la nostra missione: denunciamo i Silenzi e le Falsità dei mainstream media. Il nostro team è operativo 7 giorni su 7 per produrre notizie di qualità che forniscano al lettore una visione a 360 gradi su ciò che accade nel mondo”.

Moving Fast Media ha sede a Sestu, vicino a Cagliari. Il fratello di Marcello Dettori si chiama Pietro, 32 anni, per lungo tempo è stato anche lui collaboratore di Gianroberto Casaleggio e poi di suo figlio Davide. Ora è uno dei quattro soci della piattaforma digitale Rousseau, che gestisce l’intera attività politica del Movimento.

Come aveva riportato Dagospia Il giovane Dettori, attraverso la sua Moving Fast Media (costituita appena 11 mesi fa), avrebbe ottenuto una consulenza con la MediaTi holding, società di Lugano, a cui fa capo il più importante gruppo editoriale della Svizzera italiana, proprietario del Corriere del Ticino, un quotidiano, a cui si aggiungono televisione, radio e un sito di news.

L’ad di MediaTiHolding era a quel tempo Marcello Foa, oggi presidente Rai. Simpatizzante di Salvini, sovranista dichiarato, Foa è stato l’amministratore delegato della Società editrice del Corriere del Ticino, che l’anno scorso ha assorbito MediaTi holding.

L’estate scorsa L’Espresso ha messo insieme le tessere del puzzle e come aveva scritto Il Sole 24 Ore: “Il settimanale ha rivelato che Foa aveva partecipato lo scorso marzo a un pranzo a Lugano tra Salvini e Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump che ha appena annunciato la fondazione di un movimento di destra europeo. In quell’articolo, seguito dalla querela di Foa che lo ritiene inqualificabile e gravemente diffamatorio, il settimanale raccontava anche che la MediaTi holding di Lugano di cui Foa è Ad, proprietaria del Corriere del Ticino, figura tra i clienti della Moving Fast Media, società creata a fine 2017 da cui dipende il sito di informazione Silenzi e Falsità gestito da Marcello Dettori”.  Vicenda ampiamente riportata qui anche il 27 luglio da Il Sole 24 Ore.

Chiedo scusa per questa spipazzata, ma era necessario capire bene di chi stiamo parlando. Perché va bene tutto, anche dichiarare che si scrivono notizie di qualità, ma Silenzi e Falsità non sembra proprio il sito indipendente di un editore puro, modello d’imprenditore tanto caro a Luigi Di Maio. Anzi, è esattamente il contrario.

Ora, Silenzi e Falsità ha pubblicato ieri un pezzo che è un compendio di fakenews e disinformazione. A cominciare dal titolo: “La Stampa, quotidiano degli Agnelli, sembra tendere ripetute trappole al presidente Mattarella. Trappole che sanno tanto di tiro ossessivo della giacca del presidente”. Segue una lunga disamina su un pezzo di Ugo Magri che per quello che ha scritto dovrebbe avere maggiore rispetto per il capo dello Stato. E con lui anche il direttore Maurizio Molinari e gli Agnelli (ma quanti sono?). Trovo divertentissima invece la chiusura dell’articolo: “Non credano che basti godere della stima dei tifosi della Juventus per sfuggire all’ira degli italiani che tanto penano ogni giorno a metter insieme il pranzo con la cena”.

Quando scrivi ira su un giornale ti prendi una responsabilità enorme. Molto più grande delle fakenews che diffondi. Qui non si tratta di slogan, ma di un incitamento alla violenza, perché la conseguenza dell’ira di chi non mette insieme il pranzo con la cena è esattamente quella.