giorgio levi

Il marchettone del Corriere della Sera su Giletti non va giù alla vecchia guardia del giornale. Cavalera: “Siamo alla svendita del buon senso”

C’era da immaginarselo. La mastodontica intervista del Corriere della Sera a Massimo Giletti, traslocato come una furia a La7, ha lasciato il segno in via Solferino. Intervista del tutto sproporzinata, considerato il personaggio non certo di primissimo piano, e tenuto conto che il Corriere resta saldamente il primo quotidiano d’Italia, con una tradizione storica che è fin ridicolo ricordare. Insomma, quella intervista ha avuto il sapore di un marchettone ben confezionato con la complicità dello stesso Cairo. Comunque sia, alla vecchia guardia del Corriere non  è andata giù.

Fabio Cavalera, ex corrispondente da Londra e prima da Pechino, ai tempi di Mani Pulite il numero uno della giudiziaria e membro storico del Cdr scrive sul suo profilo Facebook: “Per la serie Corriere-horror… una pagina intera (con vistoso richiamo in prima) dedicata all’inutile e penoso Giletti il quale ci informa che trasloca alla 7. Il lato positivo è la notizia che il canone Rai non servirà più a stipendiare simili umani. Per il resto meglio stendere un velo pietoso. Specie sulla foto a corredo del servizio: Giletti sorridente con Cairo mentre firma il contratto. Cairo è pure editore del Corriere. Se uno più uno fa due: il Corriere, mio giornale, ha fatto una clamorosa marchetta al padrone. Tutto si può fare ma con classe e distacco. Qui siamo alla svendita del buon senso”.

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