giorgio levi

Lettera al presidente Inps Tito Boeri

boeri

Ricevo da Salvatore Rotondo e volentieri pubblico.

Esimio Presidente Boeri,

scorrendo il suo vasto curriculum il sottoscritto, un modesto pensionato, non può avere dubbi sul fatto che Lei sia dotato di particolare cultura e intelligenza. Una recente circostanza tuttavia mi ha convinto che al tempo stesso Lei non possieda neppure un briciolo di umanità. Nulla di cui sorprendersi. Può capitare. Né è eccezionale il fatto che in un sol colpo sia riuscito a ferire 16 milioni di persone. C’è chi ha fatto di peggio.

Un esempio storico calzante? Ha presente la frase del generale Philip Sheridan “Gli unici indiani buoni che abbia mai visto erano morti”*? Lo stesso Sheridan in un’altra circostanza si era rallegrato di aver eliminato il capo Cheyenne, Pentola Nera, definendolo “un vecchio logoro e inutile che non valeva nulla”**.

Quando ho letto su un paio di blog che Lei, nel corso di una conferenza del Consiglio e dell’Ordine Nazionale degli Attuari aveva in qualche modo augurato vita breve ai pensionati non potevo crederci. L’ho giudicata una delle solite fastidiose, spesso vigliacche bufale che circolano in rete. Poi ho deciso di fare una verifica.

Sul sito di Radio Radicale ho trovato la registrazione, anche in video, della conferenza, organizzata per rendere pubblico il risultato di uno studio che dimostra come ad una pensione più alta, corrisponda una più lunga aspettativa di vita. Difronte ad una conclusione del genere, del resto abbastanza scontata, una persona dotata anche soltanto di una dose minima di sensibilità, reagirebbe con un “Bene! Facciamo dunque tutto il possibile per aumentare il benessere degli anziani. Perché vivano più a lungo e in salute”. Ma Lei evidentemente, nonostante i suoi titoli accademici, non conosce né sensibilità, né umanità.

Ho sbobinato la registrazione della sua osservazione che riporto per intero. La punteggiatura ovviamente è mia. I tre punti corrispondono a una sospensione della frase. Mi corregga, La prego, se c’è anche soltanto una singola imprecisione:

“Uno degli aspetti forse più rilevanti che emerge da questo studio è il fatto che le prestazini più generose, più alte, hanno tassi di mortalità significativamente più basse degli altri. E questo è un risultato interessante… certamente ci sono moltissime spiegazioni perché chiaramente c’è una correlazione tra prestazioni e livello di istruzione, tenore di vita delle persone, ma ha un’implicazione importante anche di politica economica perché ci dice che delle misure che dovessero intervenire in termini perequativi sui trattamenti pensionistici in essere… sono state formulate diverse proposte in tal senso nel dibattito di politica economica in Italia negli anni più recenti… probabilmente avrebbero un impatto sulla sostenibilità del sistema pensionistico ancora più forte di quello che è stato stimato assumendo che i tassi di mortalità, il coefficiente di trasformazione, fossero gli stessi per ogni categoria di ricettore e di beneficiario di rendite… di rendite pensionistiche. Quindi è un dato credo importante su cui occorre riflettere e che probabilmente ulteriormente rafforza l’idea che possibili interventi perequativi possano essere fonti anche di risparmi non irrilevanti nel nostro sistema pensionistico. E’ molto importante che i risultati che oggi vengono qui presentati sull’eterogeneità nei tassi di mortalità possano essere gradualmente indirizzati verso scelte di politica economica che dovranno essere fatte nel nostro Paese nei mesi futuri”

Detto in altre parole: se riusciamo a ridurre le pensioni, gli istituti di previdenza risparmieranno non solo sulla quantità degli importi, ma anche sul protrarsi nel tempo delle erogazioni, perché i beneficiari moriranno prima. Fulgido esempio, verrebbe da dire con Hannah Arendt, della “banalità del male”.

Non saprei dire se mi ha sbalordito di più la sua affermazione, accompagnata tra l’altro da un’aria decisamente compiaciuta, o la pressoché totale mancanza di reazioni del giorno dopo. Con l’eccezione di Romano Bellissima, segretario generale della Uil Pensionati, che ha definito “allucinante” la sua dichiarazione. E devo annotare che persino tra i relatori presenti alla conferenza, tutti esperti economici, assicurativi e delle materie previdenziali, avvezzi a termini come “rischio longevità”, accennati comunque con una certa dose di pudore, e ad un cinismo inevitabilmente connesso alla loro professione, c’è chi ha preso in qualche modo le distanze dalla sua dichiarazione. Mi riferisco a Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, che parafrasando un antico motto latino (“Homo senectus sine pecunia est imago mortis”) ha sottolineato come “il benessere economico sia un dato importante per l’invecchiamento”

Mi permetto infine di smontare preventivamente un’eventuale lettura benevola da parte di qualche suo improvvisato avvocato d’ufficio, secondo cui riversando sui pensionati più indigenti il rispamio ottenuto dai tagli delle erogazioni più alte si otterrebbe un’allungamento delle speranze di vita dei primi. Perché se così fosse – a parte la eticamente discutibile pretesa di arrogarsi il diritto di allungare la vita a una parte della popolazione per accorciarlo ad un’altra – le maggiori e le minori erogazioni si annullerebbero nella somma algebrica. Vanificando quell’ulteriore risparmio che Lei si augura. Quindi l’effetto da Lei sperato, se le parole hanno un senso, non è la ridistribuzione di risorse e di speranze di vita. Ma il taglio di entrambe.

Per concludere, a Lei e a tutti i suoi cari auguro di trascorrere serenamente questo periodo festivo. E alla sua mamma in particolare, che personalmente stimo come una delle menti creative più brillanti del nostro Paese, di essere risparmiata dall’apprendere in che misura uno dei suoi figli tenga in conto la salute degli anziani. Nessuna madre dovrebbe mai subire una simile ferita.

Distinti saluti
Salvatore Rotondo.

*Edwards S. Ellis, The History of Our Country, Indianapolis 1900, vol. 6, p. 1483
** Dee Brown, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, Oscar Mondadori, 1972, p. 173

POST SCRIPTUM DEDICATO A 16 MILIONI DI AMICI PENSIONATI

Ragazzi, non ve la prendete più di tanto. Non crediate che il sottoscritto non abbia valutato se diffondere questa lettera aperta in questi giorni rischiando di rovinarvi l’attesa del nuovo anno. Certo che l’ho valutato e ho deciso di inviarla comunque. E inviarla anche a una decina di studi legali specializzati in materia previdenziale e alla Corte Costituzionale e alla Corte di Cassazione. Perché? Perché è una notizia fantastica. Aiutatemi a diffonderla. Gli attuari, con il loro studio, hanno messo in mano agli avvocati un argomento assolutamente vincente nei ricorsi che in questi mesi stanno piovendo a migliaia contro il taglio della perequazione e contro i tentativi degli Istituti di previdenza di tagliare amministrativamente le pensioni. L’intelligentissimo Tito Boeri non se ne è minimamente reso conto prendendo una sbandata spaventosa che porterà la sua vocazione sterminatrice e spero anche la sua carriera a sbattere diritte contro un muro. Auguri a tutti!

5 thoughts on “Lettera al presidente Inps Tito Boeri

  1. Buon giorno Sig. Levi
    Ho letto con interesse la sua lettera al presidente dell’INPS dr Dr Boeri.
    Con interesse nel senso che vedo con molto sospetto ogni uscita del Dr Boeri e non vedo una precisa presa di posizione nel richiamarlo a restare nei limiti dettati dal suo mandato.
    Non la vorrei tediare e quindi le offro solo alcuni spunti di riflessione relativi al ruolo Boeri, premettendo di essere un dirigente pensionato retributivo che probabilmente non avrebbe nessuna differenza in un calcolo pensionistico retributivo o contributivo ( ma qui la calcolatrice in mano al Presidente potrebbe avere qualche trappola come già previsto da “ Non Per Cassa”)
    1. INPS contiene una S, che ne indentifica la missione Sociale, differenziandola profondamente da un fondo pensione. La stessa riforma Fornero ne ha stravolto la natura riportando la pensione ad un puro calcolo attuariale, per di più capitalizzato a PIL di un paese la cui trasparenza contabile e incidenza del sommerso è molto elevata, ottimo espediente per finanziare a poco il sistema. Questo comporta un futuro miserabile per le fasce deboli, ma essendo un problema ancora lontano non ce ne occupiamo oggi o domani. Ho il sospetto che la famosa riforma Fornero parli a nuora ( giovani) ma faccia i conti son la suocera ( esodati & co). Improbabile che la legge Fornero sia ricordata tra solo 10 anni!!
    2. INPS, dopo aver assorbito INPDAP è diventata al 100% una filiale del TESORO e questo implica una revisione della struttura patrimoniale di garanzia. In parole povere, se il TESORO è il garante di INPS tutto il patrimonio immobiliare di INPS ( ad esempio) può essere smobilizzato o “cartolarizzato” in quanto è un duplicato di garanzia. L’articolo “Boeri: una voragine da 56 miliardi di euro: basteranno 7 anni ad aprirla nei conti dell’Inps e prosciugare il suo patrimonio, in attivo ancora per poco” è allarmistico e funzionale alla tesi “ INPS giardino zoologico” promulgata dal suo Presidente
    3. Qui si inserisce un flash sulla contabilità generale dello Stato. INPS riceve contribuzione “versate” da privati e da Pubblico con cassa ( Poste, Ferrovie ect) e figurata dal Pubblico senza entrate ( Istruzione , Difesa ect). Non penso proprio che il TESORO paghi alla Istruzione oltre agli Stipendi netti anche l’ IRPEF piu Contribuzione per poi farseli restituire in qualche modo, sono partite di giro
    4. La restituzione a INPS per le pensioni pagate e NON contribuite avviene tramite i TRASFERIMENTI annuali a pura copertura del disavanzo, quindi niente cassa extra da gestire perché è tenuta nel TESORO ( se ce ne fosse?)
    5. Su questo punto il Dr Boeri mi sembra FACCIA FINTA DI ESSERE PRESIDENTE DI UN FONDO, nel senso che non rivela che I TRASFERIMENTI NON SONO ESATTAMENTE IL RISULTATO DEL CREDITO INPS SU PA, MA SOLAMENTE IL DATO UTILE A PORTARE IL BILANCIO IN PAREGGIO!! Questa osservazione è annotata dai revisori contabili INPS sul bilancio ( poca chiarezza sul credito su PA)
    6. Se per miracolo riuscisse a monetizzare( bene) il famoso PATRIMONIO ( quello ad esempio ex INPAI per cui alloggi in p.zza di Spagna sono dati a 50€ mese) i trasferimenti dal TESORO potrebbero azzerarsi ,il patrimonio in 7 anni si annullerebbe ( magari anche in 15 anni dipende dal valore delle vendita e qui… ahime..) e si farebbe esattamente ciò che il TESORO sta imponendo a BOERI che scalpita, gesticola e lancia messaggi contro il suo stesso datore di lavoro!
    7. Questa manovra, vista da molti come chissà che arcana misura finanziaria, permette a molti cittadini qualche risparmio di punto di IRPEF visto che se se si volesse finanziare INPS per cassa si dovrebbe aumentare il debito pubblico con emissione di titoli del TESORO finanziandolo al 2,6% ( BTP30) anziché finanziarlo con i contributi attivi versati remunerati a PIL ( 0,2%?). Sono quelli del famoso “cassetto contributivo” in cui INPS dice di mettere il “ MONTANTE individuale” e che fortunatamente amministra esattamente come in ns conto in banca, per cui nessuno di noi sogna di chiedere all’impiegato di fargli vedere che i soldi del suo deposito siano fisicamente lì. Ci si accontenta della garanzia e nello stesso modo il professore non può esigere dal suo preside di vedere che il 33% sia VERSATO, si deve accontentare della garanzia Italia e non è poco! Al riguardo ricordo che il decentramento della TESORERIA ha portato e esperimenti comunali sui futures di grande pericolosità impediti ormai dalla “legge di stabilità” quindi non averla in INPS è un vantaggio!
    8. Non avendo funzioni di TESORERIA gli rimane la CONTABILITA’ su cui dovrebbe rendere conto chiaramente per le singole casse con dati allineati in modo corretto e non funzionali al discredito. Per la cassa dirigenti puo vedere questo riferimento http://www.pinimaurizio.it/index.php/articoli-dicembre-2009/18-dirigenti-non-siamo-ladri
    9. Una ultima precisazione ( ne avrei molte altre, ma questa è per me l’oscar della malafede). La restituzione dei contributi silenti ( Emigrati ante conseguimento pensione). Queste misure esistono in alcuni paesi e sono quelli in cui la contribuzione sociale è bassissima e la pensione privata è molto diffusa. Proporla in una situazione in cui i versamenti ( 33%) sono i più elevati al mondo e per una INPS in cui il suo presidente dovrebbe tutelarne almeno la contabilità se non i principi ispiratori non è onesto. Io ho lasciato contribuzione in almeno due paesi EU ( P e B) e in nessuno di questi paesi ho mai sentito parlare di restituzione silenti. Ci voleva Boeri in Italia!
    10. La busta arancione è una semplice estrapolazione lineare non potendo prevedere i destini dei singoli! Cosa ci vuole per capire che se paghi 33 per 42 anni con una aspettativa di vita di 22 anni avrai il 63% del tuo stipendio? Quindi il tuo 1000 di oggi sarà 630€ al valore attuale? Ci vuole un forte interesse a farti un fondo privato, peccato che non sia coerente con una imposizione del 33% che ti dovrebbe comunicare “ IO STATO PRENDO MOLTO, MA NON TI DEVI PREOCCUPARE FIDATI”
    Forse ho usato impropriamente questo spazio. Se ha raggiunto la fine di questa lunga lettera voglia accettare i mie più sinceri complimenti , lei è veramente una persona molto paziente.

    La ringrazio
    Ezio Bertoglio

  2. caro signor Bertoglio, qui si può scrivere quanto si vuole. Per quanto riguarda la lettera, come avrà visto, non è mia, ma di un collega, io l’ho semplicemente riportata. Adesso segnalo a lui le sue argomentazioni.

  3. La ringrazio, purtroppo non vedo commenti e mi sarebbe piaciuto avere uno scambio di opinioni. Saluti e Grazie

  4. Gent. Ezio Bertoglio, mi chiamo Salvatore Rotondo, giornalista pensionato e autore della Lettera aperta a Tito Boeri. Le chiedo scusa per due ragioni. La prima è il ritardo nella risposta. L’amico Giorgio Levi mi aveva segnalato tempestivamente la sua nota. Ma purtroppo sono stato lontano da casa per qualche giorno e avevo con me soltanto lo Smartphone. Strumento inadatto a digitare testi non telegrafici. La seconda ragione è che devo deluderla rispetto alla sua aspettativa di un confronto sulla materia. Come giornalista mi sono occupato di sport, cronaca bianca, nera ed esteri. E mi sono tenuto sempre ben alla larga dall’economia, argomento che mi è ostico. Le sue annotazioni mi sembrano puntuali e documentate, ma sarei disonesto se affermassi di averle potute valutare appieno. Da pensionato mi sto occupando da un anno e mezzo con alcune centinaia di colleghi della difesa del nostro trattamento di quiescenza dai vari attacchi che vengono portati da chi crede di averci individuato come vittime sacrificali ideali. Ma costoro non hanno fatto i conti con la nostra indignazione. E con le nostre forze residue, di vecchietti indomiti. Il mio ruolo in tutta la vicenda è puramente “creativo”. Da un anno e mezzo a questa parte mi sono posto l’obiettivo di convincere i vertici dell’Inpgi (il nostro Istituto di previdenza), i cagnolini fedeli alla maggioranza politico/sindacale che lo controlla, i loro complici, Boeri e chiunque altro partecipi al progetto di scippo delle pensioni, che non avranno vita facile. E che forse alla fine la spunteranno, ma pagando un prezzo politico molto alto. Perché noi non ci arrenderemo. Percorrendo tutte le strade, politiche, sociali, legali per difendere il “contratto” che è stato sottoscritto nei nostri confronti nel momento in cui ciascuno di noi ha deciso: sì, posso andare in pensione. O a cui è stato detto: devi andare in pensione ma ti viene riconosciuto questo assegno di quiescenza. Siamo fatti così. I bari non ci hanno mai fatto simpatia. Né quelli dei film western, che fanno quasi sempre una brutta fine. E neppure quelli della vita reale. Insomma il mio obiettivo è di muovere le acque e di non lasciare che le manovre e manovrine di Boeri e soci, siano lasciate passare in un frastornante silenzio. Comunque fin qui tutto bene… come dice per farsi coraggio il tizio che precipita da un grattacielo (da L’odio, di Mathieu Kassovitz, 1995). Un caro saluto. Salvatore Rotondo

  5. Gentilissimi,
    ma non avete capito: Boeri segnala che SE i tassi rimangono gli stessi, spostare soldi da chi ne ha tanti a chi ne ha pochi, fa addirittura risparmiare perchè chi guadagna poco ha un tasso di mortalità più alto. Ma non che si dovrebbero spostare soldi da chi ne ha tanti per aumentarne il tasso di mortalità.

    Per favore!

    Francesco

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