giorgio levi

Il dopo-Gramellini è cominciato. Chi lo sostituirà alla Stampa? In pole position Mattia Feltri e Alberto Mattioli

gramellini

Tra poche settimane  Massimo Gramellini trasloca, il 13 febbraio, dopo 28 anni, lascia La Stampa e va ad occupare la poltrona (che prima non c’era) di vicedirettore ad personam al Corriere della Sera. Risponderà al solo direttore Luciano Fontana.

Gramellini, per fugare dubbi che ci fossero dissapori all’interno del giornale dopo la cessione della Stampa al Gruppo Espresso, si è confessato a Prima Comunicazione: “Ho un rapporto ottimo con la proprietà e con il direttore e non nascondo che è stato difficile annunciare la mia decisione a Maurizio Molinari”. Che cosà fara esattamente Gramellini al Corriere non è chiaro e nessuno ovviamente lo viene a raccontare in questi giorni. Pare che avrà una rubrica simile a quella sulla Stampa e che s’intitolerà Il Caffè. “Gramellini va a fare il caffè in via Solferino” è la battutina da corridoio di questi giorni,  un veleno all’acqua di rose, niente di esposto, ma la domanda vera che si fanno in via Lugaro è: che cosa va a fare Gram al Corriere? La risposta non è così segreta, la sola scrittura non sarà il suo solo compito. Se è vero (come ormai è certo) che il 2017 sarà l’anno del Corriere con un dorso dedicato al Nord Ovest. Per la realizzazione del quale Gramellini avrebbe un ruolo centrale, esperto conoscitore della realtà editoriale piemontese. E Cairo non è un editore che fa operazioni editoriali da buttare al vento e poi vediamo “come va”.

Se chiama Gramellini non è per aggiungere una firma popolare alle tante già eccellenti del Corriere. Quante copie potrebbe valere? Qualcuna, ma non abbastanza da giustificarne l’ingaggio, certamente non lieve. Tema economico assai sentito da Cairo, che appena diventato azionista di maggioranza, ha trascorso settimane nell’ufficio di Fontana a tagliare costi. E dunque, solo con una grande operazione di mercato potrebbe avere un senso l’arrivo del torinista torinese.  D’altra parte è già dal luglio scorso che Fontana ipotizza un dorso piemontese. Il 2017 dovrebbe essere decisivo, dopo anni di progetti mai avviati. Fontana dice che oggi è diverso dal passato. Il terreno è sgombro, Elkann è uscito da Rcs, non ci sono più conflitti d’interesse interni. Cairo è un editore puro, di successo, e qualcosa di buono, forse proprio dall’ingresso della Stampa in Repubblica, deve averlo fiutato.

Tra i tanti interrogativi, molte ipotesi e nessuna certezza, c’è anche questo: chi sostituirà Gramellini al Buongiorno? Scartata l’ipotesi di eliminare la rubrica, che i lettori torinesi cercano per prima quando aprono il giornale, e che registra picchi con migliaia di clik giornalieri nella versione online, il problema è trovare un sostituto. Le firme eccellenti non mancano, La Stampa ha giornalisti di ottima scrittura, con caratteristiche simili (anche al tono ironico) di Gramellini. L’indice per ora punta su Mattia Feltri e Alberto Mattioli, entrambi conosciuti e molto apprezzati dai lettori. Potrebbero tuttavia esserci altre sorprese, e non è detto che alla fine non si decida per un pool di firme da alternare al Buongiorno. A fine gennaio tutto sarà più chiaro.

Credits

Chi è Mattia Feltri

Chi è Alberto Mattioli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...