giorgio levi

Gli editori: “Sul rinnovo del contratto siamo molto lontani da un’intesa con la Fnsi”. Lorusso: “Posizioni distanti, ma siamo d’accordo ad andare avanti”

Il presidente della Fieg Maurizio Costa

Domani scadrebbe la seconda proroga del rinnovo del contratto nazionale di giornalisti. Sulla trattativa Fieg ed Fnsi restano distantissimi, ma c’è un’intesa su una nuova proroga e sul tenere aperto un tavolo di confronto.

La Fieg ha annunciato oggi che “ha preso atto delle rilevanti distanze con la Fnsi nella trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico”. Esattamente le stesse parole di mesi, anni e decenni addietro. Gli editori dunque non si spostano di un millimetro, sostiene che “al tavolo del confronto è stata più volte ribadita la necessità di un nuovo Contratto, che segni discontinuità con il passato e che risponda alle esigenze di flessibilità ed efficienza delle aziende editoriali, impegnate nel processo di profonda trasformazione del settore, ma tuttora investite dalle ripercussioni della crisi”. Un accordo è dunque lonatno milioni di chilometri, tuttavia “dopo la nota del 29 ottobre 2015, con la quale la Fieg aveva comunicato che il contratto di lavoro giornalistico avrebbe cessato di avere efficacia a far data dal 1° aprile 2016, e la successiva proroga fino al 30 settembre 2016, le trattative per il rinnovo contrattuale non si sono mai interrotte, senza portare tuttavia ai risultati attesi”. Che succederà allora? La Fieg sostiene che “preso atto della distanza fra le rispettive posizioni, la Fieg e la Fnsi hanno concordato sulla necessità di proseguire il confronto, condividendo l’intendimento di non interrompere le trattative in corso. Pertanto, le parti hanno sottoscritto un accordo che prevede che il Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico prosegua la sua validità sino alla data del prossimo rinnovo contrattuale”.

Insomma andiamo avanti a botte di proporghe. La risposta di Raffale Lorusso, segretario della Fnsi, che vede, bontà il bicchiere mezzo pieno: “Le posizioni sono distanti. È però positivo che le parti siano decise a definire regole condivise e che ci sia la volontà comune di andare avanti. La Fnsi rimane convinta che al centro del confronto debba esserci l’occupazione e che il futuro del settore non possa essere il precariato diffuso e il lavoro senza diritti. Il tavolo fra governo e parti sociali, che porterà alla definizione di nuove regole per il comparto, a cominciare dalla riforma della legge 416/81, dovrà combinare la necessità di chiudere i processi di ristrutturazione ancora in atto con l’altrettanto ineludibile rilancio del settore, agevolando e stimolando gli investimenti e rilanciando l’occupazione. Il governo deve fare la sua parte partendo dal riconoscimento del ruolo strategico che l’informazione riveste in ogni sistema democratico, affrontando nodi strutturali, dalla ridefinizione delle norme sulle concentrazioni e sulle fusioni nel settore editoriale fino alla tutela del diritto d’autore e alla raccolta pubblicitaria, materie in cui la mancanza di regole agevola gli over the top, moltiplicandone fatturati e profitti, a scapito di tutto il sistema”.

Credits

Il comunicato stampa della Fieg

La risposta del segretario della Fnsi Raffaele Lorusso

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