giorgio levi

Rivoluzione nei giornali cattolici di Torino. Nasce La Voce e Il Tempo. Svolta storica della Chiesa anche in rete

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La Voce del Popolo del 1947

Sono tempi difficili e complicati per chi fa giornali. Sono diminuiti i lettori, la carta è in crisi di vendita, il web non genera ancora profitti, come qualcuno aveva ipotizzato, non senza eccessivo ottimismo, qualche anno fa. Insomma, quel ponte tra presente e futuro non c’è ancora e spesso manca il coraggio di costruirlo. Ecco perché l’annuncio che la Chiesa di Torino rivoluziona il suo mondo dell’informazione è un’ottima notizia. Vuol dire che ci sono impegni d’investimento (pur nella ristrettezza dei tempi) e una visione globale d’impresa. Il che è un segnale confortante per tutto il mondo del giornalismo piemontese.

La rivoluzione parte dall’accorpamento sotto un’unica testata di due settimanali storici di Torino: La Voce del Popolo e il Nostro Tempo, che da domenica 2 ottobre saranno in edicola in un unico fascicolo sotto la testata La Voce e il Tempo. Un giornale rivisto nella grafica, gradevole e di facile lettura, che conserva i contenuti tradizionali delle due storiche testate e apre a temi innovativi che guardano al mondo della Chiesa, ma anche a quello di tutti i giorni, dalla cronaca alla cultura al dibattito sociale.

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Monsignor Franco Peradotto, storico direttore del giornale per 27 anni (1968-1995)

Passaggio di consegne anche al vertice del giornale. Esce Luca Rolandi (che sarà direttore del sito internet istituzionale e coordinatore editoriale del canale multimediale dei giornali cattolici con specifico impegno anche sui social, da Facebook a Twitter) ed entra Alberto Riccadonna, già redattore della Voce del Popolo e ideatore di Torino Storia, il magazine cittadino che fa registare risultati di vendita importanti tra edicola e abbonamenti.

 

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Tipografi al lavoro per comporre il giornale

Della storia centenaria, e delle firme del giornalismo che sono transitate, nei loro anni giovanili, dalla Voce del Popolo, non starò a dire nulla di più di quello che si può leggere nella brochure in .pdf in allegato qui sotto. Mi limito ad osservare che i grandi cronisti c’erano anche 60 o 70 anni fa, quando non esistevano le scuole o i master di giornalismo. Arrivavano da quella che si chiamava gavetta. Intrufolarti da abusivo in un giornale, lavorare gratis, prenderti qualche cazziatone, dimostrarti entusiasta e felice e soprattutto dovevi saper ascoltare gli altri che quel giornale l’avevano fatto crescere. I settimanali cattolici torinesi, come molti altri diocesani del Piemonte, sono stati anche questo, una scuola di vera pratica giornalistica. Adesso non vorrei passare per un vecchio rimbambito, da venticinque anni mi dedico interamente allo studio della comunicazione in rete, ma quelle scuole sul campo restano ineguagliabili. Saper fare un titolo (anche sul web) non è un giochetto, ma è divertentissimo. Lo insegnano nei master? Per esperienza posso dire di no, e se è sì sono pochissimi i ragazzi che ne assimilano i concetti.

C’è ancora da aggiungere una vera e propria chicca. Sul sito internet da ottobre, insieme a La Voce e il Tempo, debutterà un archivio di immagini storiche, migliaia di scatti conservati dai giornali diocesani sui luoghi, gli eventi, i personaggi legati alla Chiesa torinese e al territorio. Le immagini saranno scaricabili in alta definizione. Chiunque potrà far crescere l’archivio aggiungendo le proprie foto. Quelle di questo post ne sono un’anteprima.

Credits

La Voce e Il Tempo

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