giorgio levi

Master, al via la campagna d’autunno. Con qualche lievissima dimenticanza

toto

La Stampa, nell’edizione di ieri domenica 20 agosto ha dato il via alla “campagna d’autunno” a favore del biennio accademico del master di giornalismo Giorgio Bocca, ormai prossimo alla partenza nella inedita veste di scuola pilotata dal Gruppone (il pezzo è qui sotto). L’obiettivo è far volare la scuola verso i cieli stellati della nuova Frontiera del giornalismo. Tuttavia c’è un dettaglio in questo celebrativissimo articolo,  che non funziona. L’autore, al fondo al fondo al fondo, scrive, scivolandoci sopra, che il master di giornalismo ha “il sostegno dell’Ordine dei Giornalisti”.

Una bella cippa. La versione corretta è: “il master ha il sostegno economico dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte”. Perché è su questo (e sull’apporto dell’Università e di altri munifici investitori bancari ) che si fonda la scuola. E va aggiunto “Ordine del Piemonte”, perché quello nazionale, che sguinzaglia gli “ispettori master”, non scuce un euro. Come tesoriere firmo ogni biennio il vitale contributo,  elargito in 12 anni con voto unanime del consiglio. Fino ad oggi.

Tutti sanno però che verso Frontiereland non puoi andarci strisciando con il culo per terra, ti fai male. Devi salire sul mezzo più indicato. Che deve essere solido, dotato, potente. E costoso. Tutte qualità che già ci sono, su cui il Giorgio Bocca è cresciuto negli anni. Ma non più sufficienti. Con i contributi attuali non puoi pagarti l’astronave immaginata nei sogni.  Alle riunioni a cui ho partecipato, nei mesi scorsi, quando si cominciava a delineare il Cupolone Stampubblica sul master non ho mai sentito parlare di quattrini. Progetti ambiziosi, idee grandiose,  programmi monstre. Mai soldi.

Le domande sono: c’è stato qualche incontro top secret che ha affrontato la granetta dei finanziamenti che il Gruppone è disposto ad elargire? E se sì perché uno dei due soci (ente pubblico) dell’impresa non c’era? Se è così, sono un pessimo cronista e un tesoriere tagliato fuori. Tuttavia, l’ipotesi più credibile è che non ci sia nulla di non svelato (almeno in questa circostanza) e che nessuno ha fatto i conti convinto che il master viaggerà nella gloria ai confini della galassia del giornalismo senza carburante, con la sola spinta dell’entusiasmo.

Siamo solo all’inizio. Mi sa che il meglio deve ancora venire. Comunque, l’Ordine del Piemonte paga.

Credits

La Stampa

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