giorgio levi

Pugno duro sui praticanti assunti, se non superano l’esame vanno a casa

200809026-ROMA-CRONACA- IL COMPUTER IRROMPE NELL ESAME DI ABILITAZIONE DEI PRATICANTI GIORNALISTI PER LA PRIMA VOLTA INFATTI I CANDIDATI HANNO POTUTO UTILIZZARE IL PC AL POSTO DELL ORMAI OBSOLETA MACCHINA PER SCRIVERE LA PROVA SCRITTA SVOLTASI QUESTA MATTINA NELLA SALA DELL ERGIFE HOTEL. Nella foto un momento della prova scrittaANSA/MARIO DE RENZIS

La norma c’era già, per la verità. Ampiamente disattesa dagli editori che negli anni hanno consentito anche ai praticanti che non riuscivano a superare l’esame a Roma di continuare a riprovarci senza essere licenziati. Adesso l’aria è cambiata, in quella che si annuncia come una durissima trattativa.

I datori di lavoro sembrerebbero ben intenzionati a licenziare i praticanti che non dovessero superare gli esami nei 18 mesi a disposizione (dopo i primi 18 di praticantato). In buona sostanza non c’è più quella disponibilità a tenere in redazione i refrattari all’esame di Stato. Ci provi due volte e poi vai a casa.

A parte il fatto che conosco ottimi giornalisti che hanno raggiunto posizioni di prestigio, per i quali non sono state sufficienti una, due e qualche volta nemmeno tre volte.  Ma questa esposizione di muscoli da parte degli editori è senza significato. Da tempo ormai non assumono praticanti. E se ciò avviene si tratta di casi sporadici.

Tra i miei compiti all’ordine del Piemonte c’è quello di esaminare le richieste di praticantato. I numeri sono semplicissimi. Nel 2016 (fino ad oggi 5 agosto) non ho ricevuto alcuna domanda. I due quotidiani La Stampa e Tuttosport non hanno fatto praticanti in questi 8 mesi e nemmeno nei 12 precedenti. Fanno eccezione piccole e medie testate e agenzie di stampa (comunque si contano sulle dita di una mano in un anno). Il 95% delle richieste (anche per i quotidiani)  è per un “riconoscimento di praticantato”. Il che è molto diverso dall’assumere articoli 1.

Poi ci sono i cosiddetti collaboratori assunti part time (gli articoli 36) che devono essere per norma pubblicisti. E che lavorano 10 ore al giorno in redazione e che avrebbero diritto ad una assunzione a tempo pieno (articolo 1 praticanti) e che invece sgobbano per anni nella loro posizione se non precaria, certo contrattualmente indecente. A stipendi assai ridotti, nella stessa redazione dove il vicino di scrivania porta a casa il doppio di te. E a Roma non ci andranno mai. Ed è quello che si chiama sfruttamento del lavoro.

E allora di che cosa stiamo parlando, editori muscolosi? Volete calare la mazza di ferro anche sui pochissimi praticanti che assumete e che magari sono già piuttosto anzianotti e per i quali Roma può rappresentare un ostacolo? Se non temessi una querela saprei che cosa rispondere.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...