giorgio levi

Triste, solitario y final de la historia de L’Espresso

espresso

Oggi domenica 7 agosto l’Espresso è uscito in edicola in coppia con Repubblica. Euro 2,50, il prezzo del panino dell’estate. Euro 1 per il più celebre magazine di politica, economia e società di questo Paese. Il giornale delle inchieste, delle firme di altissimo profilo, della cultura. Euro 1. So di ripetermi, perché ho già scritto le stesse cose in altre occasioni: a me fa impressione. Uno dei simboli del nostro giornalismo finisce in un paninetto come se trillasse sugli amorazzi di qualche diva raccattata a Cinecittà.

Ho un ricordo molto nitido dell’Espresso. Il giorno in cui il settimanale, quell’indimenticabile lenzuolone, uscì nel 1967 con l’inchiesta sul Sifar (Servizio Informazioni Forze Armate) che rivelò ai lettori il progetto del piano Solo, un colpo di Stato che faceva capo al generale De Lorenzo. Con la firma di Lino Jannuzzi ed Eugenio Scalfari. Avevo 16 anni e non ne capivo un accidente, ma Jannuzzi divenne il mio mito. Volevo fare il giornalista, non solo per le seducenti storie raccontate dai film americani, ma anche per essere Jannuzzi. Quella scruttura chiara e implacabile contro le trame del potere politico e militare. Che spettacolo quel giornale, che piacere leggerlo e imparare.

Negli anni Ottanta in Mondadori m’incantavo a vedere come lavorava la redazione di Panorama, il grande concorrente dell’Espresso. Lo dirigeva, con il motto di sempre “I fatti separati dalle opinioni”, Claudio Rinaldi, un altra leggenda di questa professione. Prima del buio degli anni di Berlusconi.

Secondo quanto riportato dal giornale, l’Espresso uscirà in coppia con Repubblica solo per l’estate. Ma io non ci credo. Quando s’imbocca la strada del panino (del quale si era già cominciato a parlare la scorsa primavera) è molto complicato tornare a camminare da soli. Avranno fatto i soliti milioni di conti, più micragnosi dopo l’inclusione della Stampa nel gruppo. Alla fine il risultato è questo.

Qualche mese fa, in un incontro all’Ordine dei giornalisti, con il direttore di Repubblica Mario Calabresi, a proposito di quella che loro chiamano partenership Stampa-Repubblica, ma che noi tutti, che abbiamo finito le scuole dell’obbligo da un pezzo, sappiamo che non è così, gli ho chiesto: “Direttore, ma sei sicuro che fosse un passo inevitabile?”. E lui mi ha risposto: “Inevitabile”.  Ecco, se gli facessi la stessa domanda per il panino Espresso mi darebbe, probabilmente, la medesima risposta.

Credits

L’articolo sull’Espresso del direttore Tommaso Cerno sulla nuova uscita della domenica

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