giorgio levi

Domani l’Unità in sciopero. L’azienda non paga i contributi previdenziali. I giornalisti: non ne possiamo più

l'unità

Sono ai minimi storici, per visite a questo blog, abbandonato al suo destino per una settimana, e per un generale sconforto. Me ne sono andato a guardarmi i tramonti sul mare che si prendevano a pedate la Fnsi e l’Agenzia La Presse, torno e trovo che l’Unità è in sciopero perché l’azienda non paga i contributi all’Inpgi. Della querelle Fnsi-La Presse se ho capito bene non se ne sa più nulla, il caso dell’Unità è vergognoso, ma non il solo. Il Cdr scrive: “Da diversi mesi non vengono pagati i contributi Inpgi. Un fatto gravissimo, su cui ancora non abbiamo avuto certezze, nonostante gli impegni che l’azienda aveva preso, a seguito di pressanti sollecitazioni da parte della rappresentanza sindacale. Non si può più accettare». Domani 2 luglio i giornalisti si asterranno dunque dal lavoro. Resta in sospeso anche la questione della nomina del direttore, va bene chiunque, dicono al giornale, purché la smettano di prenderci in giro.

Sempre sul fronte sindacale la Fnsi proclama una giornata di mobilitazione (!) per lunedì 11 a luglio a sostegno di una “rapida approvazione della legge sull’editoria”. Dicono Lorusso&Giulietti: “Ciascuna associazione  nelle forme e nei modi che riterrà opportuni, è invitata promuovere iniziative sul proprio territorio, incontrando soggetti istituzionali o anche i parlamentari della regione di riferimento per sottoporre alla loro attenzione la necessità e l’urgenza di approvare in fretta il ddl editoria e di affrontare le altre questioni, senza prestare il fianco ai giochetti di interdizione di chi, attraverso forme più o meno mascherate di ostruzionismo, lavora per far saltare tutto».

Sì, mobilitiamoci, come ai vecchissimi tempi.

Chissà i lettori come si sentiranno partecipi. L’altra mattina un tizio al bar dei bagni sogghignava leggendo La Stampa (gratis). Appena due minuti prima aveva letto Il Secolo XIX (gratis), che lui però chiamava “Secolo diciannovesimo”. Sta di fatto che ad un certo punto si è accorto che i due giornali avevano le stesse firme. Ha sistemato le pagine una vicina all’altra, ha tirato per un braccio un altro che in costume da bagno smanettava da qualche parte, e con il tono di chi è scazzato per aver buttato 1,50 cent gli ha detto: “Certo che anche la Stampa fa proprio schifo. Adesso copiano gli articoli dal Secolo. Che roba!”.

Venghino siore e siori, è tutto gratis.

Credits

Il caso Unità

La mobilitazione dell’11 luglio

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