giorgio levi

Elezioni Subalpina, chi ha vinto e chi ha perso

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Cominciamo a dire chi ha perso in questa tornata elettorale per la scelta dei delegati al congresso della Fnsi di fine gennaio.

Hanno perso tutti quelli che non sono venuti ai seggi.

Hanno perso i gufetti, che non mancano mai.

Hanno perso i malmostosi tradizionali, un classsico.

Hanno perso quelli che accusano il sindacato di lobbismo, di mescolare carte, di sgomitare per interessi personali.

Hanno perso quelli che speravano in percentuali di partecipazione da prefisso.

Hanno perso perché i numeri sono quelli che sono: il 43 per cento dei votanti tra i professionali e il 41 per cento tra i collaboratori.  Percentuali che posizionano  il Piemonte al secondo posto tra le regioni d’Italia per partecipazione al voto. Milano e Roma scompaiono. Questa è tra le migliori percentuali di partecipazione di sempre.

Hanno perso i colleghi dei cdr che in un momento gravissimo per Torino di stravolgimenti editoriali al massimo livello, e con un gesto politico insensato, hanno snobbato il sindacato secondo una logica della quale personalmente mi vergognerei.

Chi ha vinto. Intano la lista Insieme per la Subalpina che ha ottenuto più del 70% dei consensi e che porta al congresso 10 delegati professionali.

Hanno vinto i giovani colleghi che si presentavano per la prima volta candidati. E questa è una soddisfazione per tutti.

Hanno vinto i tanti giornalisti delle testate locali che ci hanno creduto e che sono i testimoni del lavoro che la Subalpina svolge ogni giorno. Spesso ci vuole coraggio ad iscriversi ad un sindacato quando stai sotto il giogo di editori che ti ricattano dal mattino alla sera.

Hanno vinto i colleghi delle province, soprattutto Alessandria, Cuneo e Vercelli, che hanno dimostrato senso di responsabilità e partecipazione.

Hanno vinto i giornalisti anziani (molti dei quali in pensione) che continuano ad iscriversi al sindacato perché sanno per esperienza, e perché non sono dei ciula ritardati, che la forza è nell’unione.

Ha vinto il ticket Comazzi-Tallia, il che dimostra che l’impegno a volte così faticoso paga in termini di consenso e stima. E io aggiungo di affetto per persone per bene.

Era un elezione per delegati. In fondo una minchiata, avranno pensato i gufetti. E’ un ragionamento così sottile che mi sfugge e per il quale non ho voglia di perdere tempo. Che si facciano vedere da qualcuno bravo (la Casagit offre un ventaglio di professionisti perfetti).

Ha vinto anche la lista avversaria di Giornalisti Indipendenti, perché la lealtà non ha prezzo e una stretta di mano vale più di una manciata di voti.

Infine aggiungo una annotazione personale. Per la prima volta non ho chiesto alcun voto per me, nè su questo blog, nè sui social, nè con mail e nemmeno di persona ai tanti che sono andati ai seggi e che ho visto e abbracciato volentieri. Ho dato indicazioni soltanto sui nomi dei colleghi più giovani, perché credo che lì ci sia il futuro del sindacato e di questa professione in genere. Ho perso qualche voto rispetto all’ultima tornata, ma se è andato a loro evviva.

Ho in ogni caso raggiunto un punteggio di tutto rispetto che mi permette di giocare l’Uefa. Per questa volta.

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