giorgio levi

Che lotta Tarquinio-Rampini. Meglio di Alì-Frazier

Se le sono date virtualmente di santa ragione il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio e Federico Rampini del Corriere della Sera. Il ring era lo studio de L’aria che tira de La 7. In palio per il titolo di Rissoso dell’anno la questione dell’aumento delle spese militari deciso dal governo Draghi.

Per i dettagli si può agevolmente leggere qui il pezzo riportato su Il Fatto Quotidiano.

Io non sono un lettore accanito dell’Avvenire, ma quando mi capita mi sembra un giornale di buon senso, diretto da un giornalista per bene. Di Rampini mi hanno un po’ stufato le bretelle. Lo leggo su Corriere e sostanzialmente è rimasto quello che era a La Repubblica. Uno bravo, che conosce la materia di cui si occupa e sa scrivere senza troppi giri di parole.

Quello che mi stupisce è che entrambi siano caduti nella trappola dei talk televisivi. Che sembrano costruiti apposta per scatenare risse, l’insulto può scattare in qualsiasi momento. I conduttori (tutti dalla Rai a La7 a Retequattro) sono spesso inadeguati, si vede che non sono preparati. Quasi sempre si agganciano all’ultimo che ha parlato per fare, con lo stesso concetto appena sentito, la domanda al successivo ospite. Che è esattamente quello che un bravo o una brava intervistatrice non dovrebbero mai fare. Dai virologi in poi (i peggiori esperti mai visti in televisione) i talk hanno completamente perso l’orientamento. E questa guerra lo sta dimostrando.

La soluzione c’è. Tenere la televisione spenta (al più va bene per le edizioni regionali della TgrRai) e leggere più giornali. E quando la si accende tenerla sintonizzata su Netflix, Amazon Prime, Disney Channel e Apple Tv.

E il gioco è fatto.

Credits

Il Fatto Quotidiano

3 thoughts on “Che lotta Tarquinio-Rampini. Meglio di Alì-Frazier

  1. Ciao Giorgio, dissento soltanto sui tg regionali. Mai una notizia, soltanto preti, nosigli, uomini in divisa e vicini di casa.

  2. La saggezza di Luisetto Sugliano, con cui ho condiviso la corrispondenza da Mondovì nel 1979, lui alla Stampa, io a Stampa Sera, entrambi fuori sede e ospiti di un infimo alberguccio, è quella degli uomini dell’Alta Langa, nelle cui vene scorrono nocciole che lubrificano efficacemente i neuroni… e dove non arriva il segnale di Raitre Piemonte

  3. Il tg3 purtroppo si vede. Un altro tg con una scaletta ubriaca,. Pieno di casi disperati, di volontari, gli immancabili vicini di casa che non si fanno mai gli affari loro, di detenuti che giocano a calcio, di Cirio moltiplicato al cubo, preti e papa Francesco che neanche tv 2000, vigili del fuoco e carabinieri Uffa. Ciao a tutti

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