giorgio levi

Mondadori cede “Donna Moderna” a Maurizio Belpietro. Addio ad un settimanale storico di Segrate. Anche “Grazia” è in partenza?

E’ tutto pronto per la cessione di altri due settimanali Mondadori alla casa editrice La Verità di Maurizio Belpietro.

Esce da Segrate lo storico settimanale femminile Donna Moderna, che ha ottenuto per molti anni eccezionali risultati economici, pubblicitari e di diffusione. Con Donna Moderna se ne va anche Casa Facile e Interni.

L’editore Marina Berlusconi persegue così il suo obiettivo di sbarazzarsi di tutti i magazine di Segrate. Per primo Panorama nel 2018 poi Tu Style, Starbene, Confidenze e Sistema Cucine nel 2019. Tutti ceduti a Belpietro. Che ha continuato a pubblicare a scapito di drastici tagli ai posti di lavoro dei giornalisti.

Resta ancora nel portafoglio mondadoriano Grazia, il più storico di tutti i settimanali Mondadoriani, che oggi vanta edizioni in numerosi paesi del mondo. Secondo alcune voci però anche Grazia sarebbe in partenza.

Sulla delicatissima situazione dei giornalisti di Segrate è intervenuto il cdr dopo un’assemblea generale delle redazioni. Con questo comunicato:

L’assemblea generale dei giornalisti di Mondadori Media esprime sconcerto e viva preoccupazione per lo scenario disegnato da recenti indiscrezioni giornalistiche, secondo cui sarebbe alle porte una nuova massiccia cessione di testate del Gruppo, tra cui alcune storiche come Grazia e Donna Moderna, nonché Casa facile e Interni. E’ quanto si legge in una nota dei lavoratori in cui è stato anche specificato che “interpellata immediatamente dal Comitato di Redazione (CdR), l’Azienda non ha confermato.Ma nemmeno smentito.

Ovviamente l’auspicio è che si tratti solo di fantasie, ma francamente sarebbe la prima volta: già in passato articoli simili hanno prefigurato operazioni poi puntualmente realizzate. Mentre la leadership del comparto dei Libri viene scandita da nuove acquisizioni (ultima in ordine di tempo De Agostini Scuola), per il settore dei periodici l’input è solo vendere .Una dismissione che sta mettendo a rischio tutto il lavoro e che mortifica il patrimonio umano e professionale dei giornalisti, che hanno contribuito in questi anni a fare della Mondadori la prima e più importante casa editrice d’Italia”.

Credits

Ansa

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