giorgio levi

Crisi Inpgi, i pensionati si spaccano

La crisi Inpgi comincia a provocare qualche terremoto. E se non si avranno in tempi brevi certezze sui piani di risanamento dell’ente (250 milioni di debito), che non può basarsi solo su prelievi da stipendi e pensioni, la situazione potrebbe peggiorare e provocare altri terremoti, anche tra i giornalisti in attività.

Per ora a spaccarsi sono i pensionati. Da una parte i comitati contrari ai prelievi e favorevoli all’ingresso di Inpgi in Inps (unica via certa per salvare il welfare e le pensioni presenti e future) e dall’altra l’Unione Nazionale dei giornalisti pensionati, presieduta da Guido Bossa, che condivide platealmente la linea adottata da Fnsi e Inpgi.

La spaccatura è arrivata in questi giorni quando a Bossa i comitati (composti per la maggior parte da pensionati) hanno chiesto di prendere una posizione chiara e netta. Bossa ha scritto un lunghissimo articolo, ma è sufficiente leggere il primo capoverso: “L’Unione nazionale giornalisti pensionati partecipa convintamente alla mobilitazione della Fnsi per il lavoro e la libertà dell’informazione e si riconosce pienamente nelle parole d’ordine dell’iniziativa, condividendo la preoccupazione per il futuro del nostro Istituto di previdenza e facendo eco all’allarme lanciato alle autorità di governo e al Parlamento perché facciano seguire i fatti alle tante promesse di intervento finora non mantenute”.

Da qui la polemica, che sta infiammando i gruppi internet dedicati all’argomento. La spaccatura con Ungp è ormai netta. L’impressione è che questa crisi Inpgi abbia aperto una faglia non soltanto all’interno del comitato dei pensionati. Il rischio di una divisione della categoria che parte dall’Inpgi e attraversa sindacato e ordine c’è. E questo non farebbe che rendere deboli e ininfluenti quegli spazi di autonomia che i giornalisti si sono conquistati nei decenni. Una casa sorretta da una sola architrave, l’istituto di previdenza.

Tuttavia, ora tocca alla politica trovare la strada per tenere in piedi Inpgi. Come per tutti i casi di crisi pubbliche e private di cui si occupa il governo. La questione del salvataggio di Inpgi va accompagnata direttamente in una sola stanza del governo, senza comizi sotto i ministeri, e va posata delicatamente sul tavolo del presidente del Consiglio Mario Draghi.

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