giorgio levi

Giuliano Ferrara sul caso Arcuri: “Un’insopportabile cagnara di lecchinaggio e cecchinaggio”

Giuliano Ferrara (foto Wikipedia, indeciso42, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons)

Esattamente dove si stia collocando Il Foglio dopo la giravolta del governo non l’ho ancora capito. Tuttavia, rimane il mio quotidiano preferito. Il pezzo di oggi poi, a firma di Giuliano Ferrara, è un capolavoro. Divertente, dissacrante e livoroso, un pezzo che dovrebbe toccare corde sensibil a chi viaggia spudoratamente nel vorticoso e contradditorio mondo dell’informazione.

Il tema è il caso Arcuri. Il titolo (per me appassionato di titoli) è perfetto: Un’insopportabile cagnara di lecchinaggio e cecchinaggio incrociati. Difesa di Arcuri da una muta di iene urlanti, quando il caso è chiuso.

Ne riporto alcuni brani, perché gli articoli bisogna leggerli sui giornali. E i giornali si comprano, non si leggono a sbafo sui social o sui blog.

Scrive Giulianone nostro.

Il caso Arcuri è chiuso. Salvo che quei mastini senza denti della Verità di Belpietro e del giornaletto online “de sinistra libberale” non vogliano riaprirlo in tribunale, che è la sede giusta per i marrazzoni giustizialisti, travaglietti di destra e di sinistra (quello originale ha almeno la primogenitura)”.

Quasi tutto l’articolo è una sorta di difesa dell’operato di Arcuri, anche se Ferrara scrive: “non mi è stato mai particolarmente simpatico”.

Il problema è che il lecchinagio e cecchinaggio incrociati non li sopporto. Arcuri, come scrive Federico Fubini sul Corsera, compiaciuto per il licenziamento che è un avvicendamento, non ha certo fatto peggio che negli altri paesi europei. Direi qualcosina meglio, visto che stiamo parlando comparativamente dell’Italia. Il pezzo di Fubini è una sconclusionata requisitoria, comunque, contro il commissario che ama la ribalta, contro la psicologia del suo rapporto con Palazzo Chigi, contro il capro espiatorio che se l’è andata a cercare. E’ giornalismo! C’è un premio apposta per questo genere di cose, da noi. Anche per dire l’ovvio, che i risultati sono equilibrati, cioè buoni, in questo paese bisogna gettare un po’ di letame su funzionari, politici, commissari e altre figure pubbliche e le palate devono essere generosamente dispensate da una muta di iene urlanti, progenitori dei cani ma senza il loro elegante e ironico tratto di nobilità”.

Auguro a Draghi di averla azzeccata, e non sarebbe la prima volta, e all’Italia di riaprire tutto quando il pericolo per le persone e le imprese sarà cessato, fino ad allora mi auguro che si sbrighino a chiudere la strada alle varianti. Compresa quella dell’imbecillità surrounding”.

Il resto leggetevelo da voi.

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