giorgio levi

Ordine dei giornalisti, elezioni ad aprile. Salta la modalità telematica

Pronti alle elezioni. Il presidente Verna ha indetto a sorpresa il turno elettorale per il rinnovo delle cariche ad Aprile. Ma c’è un ma. Saranno elezioni soltanto in presenza, è infatti saltato il progetto telematico. Per ora? Forse, ma al momento si dovrà andare al seggio come da 53 anni a questa parte (ieri 3 febbraio era il compleanno dell’Ordine). Con tutte le problematiche legate all’emergenza sanitaria e alla possibilità o meno di spostarsi da un comune all’altro. Si poteva fare tutto ad ottobre, ma il mondo è eccitante perché è bizzarro.

Il presidente Verna ha dunque fissato la data delle elezioni nazionali con questo calendario.

Domenica 11 aprile prima convocazione. Qualora si raggiunga il quorum dell’assemblea, ma i candidati non abbiano ottenuto la maggioranza dei voti domenica 18 aprile avrà luogo la votazione di ballottaggio.

Domenica 18 aprile seconda convocazione (nel caso in cui con la prima non sia stata raggiunta almeno la metà degli iscritti nei rispettivi elenchi, avendo diritto al voto).

Domenica 25 aprile eventuale votazione di ballottaggio.

L’intera consultazione elettorale si svolgerà in modalità presenza, essendo abortita la consultazione telematica, su cui si puntava considerando la difficile situazione sanitaria del Paese. Naturalmente saranno i Ministeri competenti a dire se potranno svolgersi le elezioni in presenza. Molto dipenderà dall’emergenza pandemica e dal colore di ciascuna regione. Nel caso in cui alcune fossero territori arancioni o rossi, con divieto di spostarsi dal comune di residenza, sarebbe impossibile allestire i seggi, se non privando gli iscritti della possibiltà di votare. Vedremo.

Perché è saltato il voto telematico. Verna lo ha spiegato così. Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia, a cui fa riferimento l’Ordine che è un ente di diritto pubblico) avrebbe fornito tempi, definiti inosservabili, per arrivare ad un completo sistema elettorale online pronto a partire. La società avrebbe prospettato 100 giorni per arrivare al completaento dell’operazione, che comprende naturalmente anche la gara d’appalto pubblico, a cui è soggetto l’Ordine. Ora, 100 giorni per Verna sono troppi. Dopodomani 7 febbraio scade il mandato consigliare e anche con una prorogatio di 45 giorni non consentirebbe di stare nei tempi prospettati da Invitalia. E con un Consiglio ormai scaduto il presidente non potrebbe indire elezioni. Quindi niente firma di contratto con Invitalia, che intanto ha inviato per iscritto le sue condizioni.

La situazione è riportata anche qui sul sito dell’Ordine.

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