giorgio levi

Nel 2020 arrestati 130 giornalisti nel mondo per avere comunicato “informazioni sulla crisi” generata dal Covid. Croniste in prigione: + 30%

(foto di Xiaoyi da Pexels)

Sono circa 380 i giornalisti in tutto il mondo incarcerati nel 2020, con oltre cinque Paesi responsabili per oltre la metà delle condanne. La Cina è in testa con 117 giornalisti in prigione, seguita da Arabia Saudita (34), Egitto (30), Vietnam (28) e Siria (27). Lo dice il monitoraggio annuale di Reporters Sans Frontières.

Il numero di donne arrestate nel 2020 è aumentato del 30%, arrivando a quota 42. Dallo scoppio della pandemia globale di coronavirus, oltre 130 persone che lavorano nel settore dei media sono state arrestate per aver comunicato informazioni sulla crisi.

Quest’anno Reporters Sans Frontières ha puntato l’obiettivo sulla Bielorussia, dove almeno 370 giornalisti sono stati fermati dalla polizia sulla scia delle contestate elezioni presidenziali del 9 agosto.

Un capitolo è dedicato a Julian Assange, che attualmente si trova nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh nel Regno Unito. Reporters Sans Frontières sostiene che le condizioni di Assange sono peggiorate molto a seguito di un’epidemia di coronavirus nella prigione e che il fondatore di Wikileaks è stato sottoposto a un regime di carcere duro in isolamento.

Credits

Reportes sans Frontieres


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