giorgio levi

Affare fatto. Belpietro conclude l’acquisto dei periodici Mondadori. E potrebbe non sborsare un euro

Maurizio Belpietro, editore e direttore del quotidiano La Verità, ha concluso l’acquisto di un gruppo di periodici Mondadori. Ora c’è la conferma. La cessione è stata comunicata ieri all’azienda al Cdr che ha emesso un comunicato: “Continua l’operazione di sistematico smantellamento della Divisione Periodici dell’Arnoldo Mondadori Editore, con l’annuncio da parte dei vertici aziendali dell’imminente vendita a una NewCo (la cui maggioranza sarà in mano alla società La Verità srl di Maurizio Belpietro) di cinque storiche testate del Gruppo: Confidenze, TuStyle, Starbene, Cucina Moderna e Sale & Pepe. Una decisione che, dopo la cessione di Panorama nel 2018, comporta un altro drastico taglio del personale giornalistico: saranno infatti una cinquantina i colleghi che lasceranno Palazzo Mondadori. In attesa di verificare puntigliosamente le condizioni di questa cessione, il Cdr esprime profonda amarezza per una operazione che non solo appare come una sconfitta per tutti, ma autorizza e consolida i timori sulle intenzioni della proprietà di attuare nel futuro una totale dismissione dell’Area Periodici”.

Il punto sarà proprio questo nei prossimi giorni. Chi andrà con Belpietro? Chi resterà in Mondadori? La situazione è molto complicata perché alcuni redattori lavorano per più testate all’interno dello stesso Gruppo. E chi non va con Belpietro accetterà una riduzione di stipendio?

L’acquisizione delle testate prevede, come detto, la creazione di una NewCo partecipata al 75% da La Verità srl e al 25% da Mondadori. Per ora restano fuori dal pacco regalo Tv, sorrisi e canzoni, Chi, Grazia e Donna Moderna.

L’altra domanda che molti si fanno è: dove li prende tutti sti’ quattrini Belpietro? Pare, secondo Lettera43, che Belpietro non abbia sborsato nemmeno un euro per l’acquisizione qui di Panorama nel novembre del 2018. La notizia, mai smentita, racconta anzi che Belpietro abbia ottenuto da Mondadori due anni di stipendio per ciascun giornalista al fine d’incentivarlo all’acquisto del magazine.

Infine la Fnsi che guarda “con la massima preoccupazione a questa ennesima conferma del disimpegno dal mondo della stampa periodica da parte della Famiglia Berlusconi, che, con la logica dello spezzatino, sta realizzando lo smantellamento di uno storico patrimonio editoriale italiano. Appoggeremo tutte le iniziative che i giornalisti Ame metteranno in campo e vigileremo affinché siano rispettate tutte le normative a tutela dei colleghi che saranno coinvolti da questa operazione”.

Lo spezzatino è pronto, potete mettervi a tavola.

Credits

Fnsi

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