giorgio levi

M5S-giornalisti: siamo al duello finale

Alla fine uno solo rimarrà in piedi. E’ cominciato lo scontro finale tra governo (M5S) e categoria dei giornalisti (Ordine e istituto di previdenza). Per ora tutto è rimandato a ottobre, ma la violenza degli attacchi da parte dei grillini alle istituzioni giornalistiche è di tale forza che qualcosa potrebbe accadere anche prima.

Per ora è l’Inpgi nel centro della battaglia. L’emendamento della Commissione bilancio della Camera, che aveva spostato al 31 dicembre la decisione per un eventuale commissariamento dell’ente è stata anticipata al 31 ottobre. Il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso ha detto : “Se l’obiettivo è quello di aprire una resa dei conti senza precedenti, si tratta di un’operazione pericolosa quanto inutile. La messa in sicurezza passa dall’allargamento della platea degli iscritti”. Così Inpgi: “Confusione e incertezza. A rischio le tutele dei giornalisti e del settore”. Il dettaglio qui sul sito della Fnsi.

Dall’altra parte l’ineffabile sottosegretario Vito Crimi che invoca la fine dell’Ordine dei giornalisti e la chiusura di Inpgi. E’ una vecchia storia cominciata 10 anni fa da Grillo che berciava ad ogni comizio contro la stampa. Crimi è il suo erede naturale, forse l’esponente del M5S più incarognito di questo governo verso i giornalisti. Dotato di una rara incompetenza in materia sul suo profilo Facebook esalta ogni giorno i suoi Stati Generali dell’Editoria che ormai, senza la partecipazione dei giornalisti, hanno perso quel poco di significato che avevano. Si dovrebbero concludere a ottobre a Torino. Se il governo resta in piedi e la Lega (favorevole al salva Inpgi) cede all’alleato la leadership su questo fronte, il mondo dell’informazione verrà smantellato. A tappe, come è stato fatto con la legge che chiude il rubinetto dei contributi pubblici, ma in maniera inesorabile.

Quello che verrà dopo nessuno può saperlo, perché il M5S non ha presentato nessun progetto di legge che regolamenti la materia. La totale liberalizzazione del settore, e il passaggio dell’Inpgi all’Inps, e la crisi a cui andrà incontro il sindacato, consegneranno di fatto i giornalisti nelle mani degli editori.